Psicologia Infantile - Anna Ogliari

Perché da bambini si apprende più velocemente?

Prima vacanza da soli: come favorire i passi dei bambini verso l’autonomia?

A queste domande ha risposto la Prof.ssa Anna Ogliari, Associato di Psicologia Clinica presso UniSR, Specialista in Psicologia clinica e Psicoterapeuta presso il Servizio di Psicopatologia dello sviluppo, Direttore del Child in Mind Lab, il centro di ricerca UniSR che si occupa dello studio delle abilità sociali, cognitive ed emotive nel bambino e nell’adolescente, con la finalità di promuovere uno sviluppo sano.

Nella videointervista rilasciata a OkSalute, la Prof.ssa Ogliari spiega: “Da piccoli si apprende meglio perché il nostro cervello ha a disposizione più “autostrade”, più “spazi” da utilizzare per far sì che la competenza arrivi a essere pronta, piena per essere utilizzata. Da adulti si ha a disposizione un numero inferiore di neuroni perché il meccanismo di “synaptic pruning” [“potatura delle sinapsi”, N.d.R.] determina una sorta di spegnimento di alcune zone cerebrali che porta poi all’invecchiamento cerebrale. Nell’adolescenza e nella prima età adulta c’è quindi una migliore capacità di acquisire dei concetti, invece con l’età adulta si ha una migliore capacità di stratificare i concetti utilizzando le strategie più complicate”.     

La videointervista è disponibile qui.

In un dossier della rivista “Insieme”, invece, si parla di primi viaggi da soli: quale tipo di vacanza prediligere per la prima volta senza genitori? “Più il bambino è piccolo e meno allenato alle separazioni da mamma e papà, più è importante che intorno a lui ci siano persone conosciute” risponde la Prof.ssa. “Un campo estivo organizzato dall’oratorio o dall’associazione sportiva che il piccolo frequenta abitualmente, per esempio, può essere l’ideale, perché c’è già familiarità sia con gli altri compagni sia con gli educatori. Se invece il bambino ha uno spiccato interesse verso qualche attività (le esplorazioni nella natura, gli animali, l’astronomia) e chiede espressamente di poter partecipare a un’esperienza specifica, come può essere un soggiorno con il WWF o altre associazioni, allora va bene”. L’importante è che il tipo di vacanza sia concordato con il bambino e che risponda veramente ai suoi interessi.

L’intervista e un approfondimento sul tema sono disponibili qui.

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