Sessione estiva, maturità, esami in vista: come studiare al meglio? L’abbiamo domandato alla Prof.ssa Anna Ogliari, Associato di Psicologia Clinica presso UniSR, e Specialista in Psicologia clinica e Psicoterapeuta presso il Servizio di Psicopatologia dello sviluppo. Ecco dunque i suoi 5 consigli per uno studio sereno e proficuo:

  1. Organizzare il tempo

Individuare le ore dedicate allo studio, le ore di riposo, e le ore di svago è importantissimo. Le ore di studio non devono essere continuative: sappiamo che l’essere umano dopo 45 minuti perde la concentrazione. Perciò è fondamentale concedersi, almeno ogni ora, una decina di minuti di pausa. In situazioni di stress la concentrazione può diventare sub-ottimale, alternare lo studio alle pause risulta allora fondamentale.

  1. Da soli o in gruppo?

Ognuna delle tipologie di studio ha pro e contro, pertanto può essere utile alternare lo studio individuale a quello di gruppo. Quest’ultima tipologia di studio, infatti, è molto utile per fissare i concetti, parlarne insieme e discutere e spesso aiuta alla comprensione molto più di quanto si possa fare da soli. È importante che i gruppi siano formati da poche persone motivate, onde evitare distrazioni.

  1. Sonno

Il sonno ha un ruolo fondamentale per la memorizzazione delle informazioni apprese durante lo studio diurno. Esiste una correlazione diretta fra la durata del sonno, alcune funzioni del corpo e la salute. Per esempio, con meno ore di sonno del necessario si deteriorano rapidamente la memoria, la capacità di giudizio, l’apprendimento, la capacità di fare associazioni e non ultima l’attenzione. E aumenta il rischio di depressione e ansia.

  1. Emotività

Le emozioni e l’attenzione consentono di ricordare di più, tuttavia sarebbe meglio evitare le emozioni forti e negative prima di andare sotto esame perché possono inficiare i ricordi delle nozioni apprese. Infatti il cortisolo, ormone dello stress, interagisce con l’amigdala, ossia quella parte del nostro cervello che attribuisce il significato emotivo al ricordo. L’amigdala allerta l’attenzione, facendo emergere gli eventi emotivamente significativi a spese di quelli che li precedono.

  1. Mappe, strumenti di memorizzazione e ripasso

Molti sono gli strumenti che possiamo utilizzare. Le mappe concettuali, per esempio, sono strumenti per organizzare e rappresentare la conoscenza. In poche parole, una mappa concettuale è uno strumento grafico che serve a mettere in evidenza i concetti principali di un argomento e i legami che esistono tra questi concetti. Ognuno di noi ha uno specifico stile cognitivo per memorizzare. È molto importante che ognuno si concentri sul proprio metodo in fase di ripasso, utilizzando strumenti noti piuttosto che improvvisare metodi non conosciuti.

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