Il Centro Studi di Etica e Politica costituisce un luogo di ricerca, discussione e formazione sulle questioni etiche riguardanti tutti gli ambiti della vita sociale.
Su questi temi il CeSEP organizza periodicamente incontri aperti al pubblico.
Affrontare le questioni pubbliche del nostro tempo – negli ambiti delle scienze e delle biotecnologie, della psicologia e delle neuroscienze, dell’economia, della politica, della comunicazione interculturale – significa mettere nel conto scelte morali e politiche fondamentali. Di questo tratta il vasto campo dell’etica e della politica, espressione assai abusata e spesso fraintesa. Qui la si intende come l’ambito della discussione su questioni etiche negli ambiti della vita sociale e istituzionale per intraprendere decisioni collettive a favore del bene pubblico, secondo un’idea del politicamente ragionevole. Parallelamente alla ricerca in etica e politica, il CeSEP indaga anche questioni di carattere metaetico e relative alle teorie morali normative, proponendosi dunque come luogo di discussione, ricerca interdisciplinare e formazione nell’ambito dell’etica, della politica, della metaetica e della morale normativa.
Il CeSEP – Centro Studi di Etica e Politica – si propone come luogo di discussione, di ricerca interdisciplinare e di formazione su tali questioni.

Finalità

Fondato da Roberto Mordacci il I giugno 2007, presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, il CeSEP è un luogo di ricerca, discussione e formazione sulle questioni etiche riguardanti i vari ambiti della vita associata, le pratiche sociali e le tecnologie impiegate nei settori produttivi, comunicativi e assistenziali.

Questa finalità generale si articola in una serie di obiettivi specifici, precisati nello Statuto del Centro (art. 2):
a.    Svolgere ricerche bibliografiche, teoriche, applicate intorno alle questioni morali e politiche dell’età contemporanea.
b.    Organizzare seminari, conferenze, dibattiti, corsi di formazione e seminari tenuti da esperti noti a livello nazionale ed internazionale.
c.    Pubblicare atti, libri, documenti e riviste che diffondano i risultati delle ricerche e promuovano la discussione sui temi focalizzati dal Centro.

Metodi

Le ricerche, le lezioni, le pubblicazioni e le iniziative formative sono condotte sulla base di criteri scientifici quali rigore argomentativo, adeguata documentazione delle tesi e pieno rispetto delle opinioni.
Il Centro intende promuovere al massimo grado le occasioni di confronto fra le differenti tradizioni culturali, filosofiche, religiose, intendendo offrire a questo scopo occasioni appropriate e adeguatamente comunicate ad ampi settori del pubblico, anche attraverso i social media

Temi

Negli ultimi anni le attività di ricerca hanno riguardato principalmente le seguenti
tematiche:

Bioetica della genetica: questioni morali e giuridiche negli impieghi clinici, biomedici e sociali della genetica umana
Il tema è stato al centro di un progetto di ricerca triennale finanziato dal Fondo di Investimento per la Ricerca di Base (FIRB) del Ministero dell’Università. Il progetto ha coinvolto l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, l’Università degli Studi di Padova, l’Università del Piemonte Orientale e l’Accademia EURAC di Bolzano ed è stato coordinato da Roberto Mordacci.

Neuroetica
Lo studio neuroscientifico delle scelte morali mette a frutto competenze diverse (neuroscienze, neuroimaging, etica, teoria delle decisioni razionali) per la migliore comprensione delle strategie decisionali degli individui, in particolare di fronte a questioni con importanti connotazioni morali. Rispetto a queste tematiche, il CeSEP ha collaborato attivamente con la Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San
Raffaele e con la Società Italiana di Neuroetica e di Filosofia delle Neuroscienze (SINe).

Questioni etiche, sociali e politiche dell’alimentazione su scala globale
La nutrizione è un problema globale, nel quale sono coinvolte questioni che riguardano le biotecnologie (OGM per la coltivazione in zone impervie e/o con caratteristiche nutrizionali specifiche), la distribuzione degli alimenti (catene commerciali, filiere), la scarsità di risorse non rinnovabili (l’acqua), la giustizia globale (malnutrizione, paesi emergenti, consumo critico e consumo esasperato nei paesi avanzati).

Religioni e democrazie liberali
Le identità religiose si pongono in un rapporto dialettico con le democrazie liberali, richiedendo spazi di tutela dell’identità e criticando i limiti del liberalismo. La possibilità di conflitti rilevanti a sfondo religioso impone una riflessione sulla convivenza democratica.

Il ritorno del soggetto. Etica e politica della soggettività globale
Benché sembri paradossale, il fenomeno della globalizzazione impone il ritorno del soggetto, che la filosofia del Novecento aveva dato per perduto. In realtà, solo una concezione forte della soggettività può affrontare le sfide della mondializzazione, del confronto interculturale e della rivoluzione genetica.

Global warming. Politica ed etica della responsabilità ambientale
L’emergenza ambiente ha un preciso punto di riferimento, il surriscaldamento globale. Il pericolo è grande ma esistono tecnologie per evitarlo; ciò che manca sono invece le politiche per renderle efficaci e diffuse. Si tratta di una sfida vitale per la sopravvivenza del pianeta.

Cosmopolitismo: una nuova cittadinanza per la globalizzazione
La nozione di cosmopolitismo affonda le proprie radici nello Stoicismo antico, ma è ritornata in auge ogni volta che si sono aperti i confini delle comunità locali (come la polis greca) e degli stati nazionali. Immanuel Kant ne fece un punto centrale della sua riflessione politica. Oggi molti autori lo ripropongono come possibile via d’uscita dai conflitti e fondamento dei diritti umani.

PRIN 2010-2011: Realismo e oggettività. Decision-making morale
I lavori in neuroetica suggeriscono, contrariamente alle spiegazioni tradizionali, che i giudizi morali siano guidati da schemi di reazione automatici, dovuti al cosiddetto “cervello emotivo”. Per preservare l’oggettività dei giudizi morali, alcuni hanno sostenuto che le nostre intuizioni morali spontanee dovrebbero essere corrette alla luce di modelli di decision-making morale più formali. Altri hanno sostenuto, invece, che dovremmo cercare di affinare le nostre intuizioni adattarle a principi più astratti. Il nostro obiettivo è quello di determinare come risposte emotive e principi normativi possono accordarsi al meglio, e di riflettere su quanto un buon resoconto descrittivo della facoltà morale possa essere rilevante per la discussione metaetica tra razionalismo e sentimentalismo. In particolare, abbiamo intenzione di:
1.    discutere l’idea che l’empatia sia un requisito dei giudizi morali;
2.    difendere l’idea che enfatizzare il ruolo delle emozioni non conduce al noncognitivismo morale né ad abbandonare l’oggettività morale;
3.    sviluppare un “razionalismo sensibile”: una posizione metaetica che corregga le prospettive razionaliste alla luce dei dati empirici;
4.    discutere le tradizionali prospettive internaliste della motivazione morale alla luce delle scoperte empiriche su psicopatici e bambini autistici.

FIRB: “Strutture e dinamiche della conoscenza e della cognizione”
Le strutture e le dinamiche della conoscenza e della cognizione sono oggetto di una ricerca in forte sviluppo sia in filosofia della scienza, epistemologia e logica, sia nelle scienze cognitive, in psicologia e in Intelligenza Artificiale (IA). Il presente progetto si propone di integrare queste aree di studio focalizzando l’attenzione sui problemi del cambiamento epistemico, delle decisioni cognitive e pratiche e della gestione
dell’informazione scientifica e non. Caratteristica fondamentale del progetto è quella di esemplificare in modo significativo l’attuale innovazione nei metodi di indagine filosofica, allo scopo di affrontare alcuni problemi centrali relativi alla natura, al cambiamento e alla razionalità delle credenze scientifiche e ordinarie grazie all’applicazione di una varietà di metodi innovativi. Per tale ragione si intende analizzare e proporre nuovi modelli teorici di cambiamento razionale, di decisione e di gestione dell’informazione, ma anche studi empirici e esperimenti di laboratorio sulle scelte pratiche. Obiettivo del progetto è fare luce su forme emergenti della razionalità umana e fornire nuove prospettive metodologiche sull’analisi filosofica ed epistemologica dei principali temi coinvolti. Il tema è al centro di un progetto di ricerca triennale finanziato dal Fondo di Investimento per la Ricerca di Base (FIRB) del Ministero dell’Università.

Laboratorio di Filosofia Pratica
Il Laboratorio di Filosofia Pratica (LFP) è un progetto avviato all’interno del CeSEP che ha per scopo principale quello di favorire occasioni di scambio e confronto tra ricercatori, studiosi e in generale cultori della filosofia pratica. Gli incontri prevedono la presentazione e la successiva discussione di un paper avviata da interventi preordinati.

Tavolo della Democrazia
Il Tavolo della Democrazia consiste in un ciclo di seminari su temi di attualità politica, sociale ed economia affrontati da punti di vista diversi, secondo un approccio multidisciplinare e pluralistico. L’idea di fondo è che, quale che sia la tematica che si intende approfondire e discutere, sia necessario uno sguardo filosofico che abilita ad una visione d’insieme dei singoli aspetti trattati, pur nel rispetto dei dati di realtà e della contingenza storico-sociale.

Workshop di Bioetica
I Workshop di Bioetica sono occasioni di confronto sulle questioni etiche sollevate dalle applicazioni biotecnologiche al campo delle scienze mediche nonché all’ambito della cura. Di tali questioni si cerca di mettere a fuoco le ricadute a livello morale, sociopolitico, economico, giuridico ed ambientale, a partire da una adeguata chiarificazione degli aspetti scientifici, tecnici e tecnologici.

Mini-cicli tematici
I mini-cicli consistono in un paio di incontri specialistici su temi specifici e particolarmente attuali. Hanno lo scopo di approfondire tematiche di dominio pubblico.
Nell’anno accademico 2014-2015 sono stati svolti due mini-cicli: il primo sulla guerra e il secondo sull’Islam.

Filosofie del cinema
Il corso mira a fornire ai partecipanti la padronanza dei metodi fondamentali per l’analisi filosofica di un’opera cinematografica. La formazione prevede una parte teorica, in cui vengono presentate da un punto di vista specificamente filosofico tematiche che vanno dallo statuto dell’immagine ai contenuti che si possono trasmettere mediante essa, e una parte pratica, in cui, attraverso esempi di opere, si riflette sul linguaggio cinematografico anche da un punto di vista tecnico e filmico.

Composizione del centro

Comitato direttivo

Il Comitato Direttivo è composto da:

Alessandro Del Maschio, Rettore, Università Vita-Salute San Raffaele

Roberta Sala, Direttore del Centro, Università Vita-Salute San Raffaele

Massimo Reichlin, co-Direttore con pari funzioni del Centro, Università Vita-Salute San Raffaele

Comitato scientifico

Il Comitato Scientifico è composto da:
Giampaolo Azzoni, Università di Pavia
Elvio Baccarini, University of Rijeka
Carla Bagnoli, Università di Modena e Reggio Emilia
Antonella Besussi, Università di Milano
Patrizia Borsellino, Università di Milano Bicocca
Francesco Botturi, Università Cattolica di Milano
Ian Carter, Università di Pavia
Emanuela Ceva, Università di Pavia
Antonio Da Re, Università di Padova
Mario De Caro, Università di Roma III
Corrado Del Bo, Università di Milano
Roberta De Monticelli, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
Maurizio Ferrera, Università di Milano
Luca Fonnesu, Università di Pavia
Rainer Forst, Goethe-Universität, Frankfurt
Anna Elisabetta Galeotti, Università del Piemonte Orientale, Vercelli
Barbara Herman, University of California, Los Angeles (UCLA)
John Horton, Keele University
Andrea Lavazza, Centro Universitario Internazionale di Arezzo
Neil Levy, University of Melbourne
Beatrice Magni, Università di Milano
Filippo Magni, Università di Pavia
Massimo Marassi, Università Cattolica di Milano
Susan Mendus, University of York
Glyn Morgan, Syracuse University in New York
Anna Ogliari, Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
Valeria Ottonelli, Università di Genova
Mario Ricciardi, Università di Milano
Adina Roskies, Dartmouth College
John Skorupski, University of St. Andrews
Jens Timmermann, University of St. Andrews
Nadia Urbinati, Columbia University
Marco Ventura, Fondazione Bruno Kessler, Trento
Corrado Viafora, Università di Padova
Aree tematiche

a. Bioetica
b. Etica, economia e ambiente
c. Etica e neuroscienze
d. Laboratorio di filosofia e cinema (LFC)
e. Etica e teoria politica
f. Storia dell’etica

Comitato operativo

Stefano Bacin

Marta Boniardi

Sonia Cosio

Chiara Cozzi

Luca Girardi

Roberto Mordacci

Federico Pennestrì

Francesca Pongiglione

Massimo Reichlin

Maria Russo

Virginia Sanchini

Sarah Songhorian

Eleonora Viganò

Segreteria tecnico-scientifica

Maria Russo

Sarah Songhorian

Ricerche svolte

 

 

PRIN 2010-2011: Realismo e oggettività. Decision-making morale

I lavori in neuroetica suggeriscono, contrariamente alle spiegazioni tradizionali, che i giudizi morali siano guidati da schemi di reazione automatici, dovuti al cosiddetto “cervello emotivo”. Per preservare l’oggettività dei giudizi morali, alcuni hanno sostenuto che le nostre intuizioni morali spontanee dovrebbero essere corrette alla luce di modelli di decision-making morale più formali. Altri hanno sostenuto, invece, che dovremmo cercare di affinare le nostre intuizioni adattarle a principi più astratti. Il nostro obiettivo è quello di determinare come risposte emotive e principi normativi possono accordarsi al meglio, e di riflettere su quanto un buon resoconto descrittivo della facoltà morale possa essere rilevante per la discussione metaetica tra razionalismo e sentimentalismo. In particolare, abbiamo intenzione di:

  1. discutere l’idea che l’empatia sia un requisito dei giudizi morali;
  2. difendere l’idea che enfatizzare il ruolo delle emozioni non conduce al noncognitivismo morale né ad abbandonare l’oggettività morale;
  3. sviluppare un “razionalismo sensibile”: una posizione metaetica che corregga le prospettive razionaliste alla luce dei dati empirici;
  4. discutere le tradizionali prospettive internaliste della motivazione morale alla luce delle scoperte empiriche su psicopatici e bambini autistici.

FIRB: “Strutture e dinamiche della conoscenza e della cognizione”

Le strutture e le dinamiche della conoscenza e della cognizione sono oggetto di una ricerca in forte sviluppo sia in filosofia della scienza, epistemologia e logica, sia nelle scienze cognitive, in psicologia e in Intelligenza Artificiale (IA). Il presente progetto si propone di integrare queste aree di studio focalizzando l’attenzione sui problemi del cambiamento epistemico, delle decisioni cognitive e pratiche e della gestione

dell’informazione scientifica e non. Caratteristica fondamentale del progetto è quella di esemplificare in modo significativo l’attuale innovazione nei metodi di indagine filosofica, allo scopo di affrontare alcuni problemi centrali relativi alla natura, al cambiamento e alla razionalità delle credenze scientifiche e ordinarie grazie all’applicazione di una varietà di metodi innovativi. Per tale ragione si intende analizzare e proporre nuovi modelli teorici di cambiamento razionale, di decisione e di gestione dell’informazione, ma anche studi empirici e esperimenti di laboratorio sulle scelte pratiche. Obiettivo del progetto è fare luce su forme emergenti della razionalità umana e fornire nuove prospettive metodologiche sull’analisi filosofica ed epistemologica dei principali temi coinvolti. Il tema è al centro di un progetto di ricerca triennale finanziato dal Fondo di Investimento per la Ricerca di Base (FIRB) del Ministero dell’Università.

Bioetica della genetica

Questioni morali e giuridiche negli impieghi clinici, biomedici e sociali della genetica umana

Il progetto ha avuto i seguenti obiettivi scientifici:

  • Un obiettivo scientifico generale consistente nell’analizzare i profili bioetici e biogiuridici dei principali usi della genetica umana, con particolare riferimento a test genetici, biobanche, terapia genica ed eugenetica.
  • L’analisi critica dei concetti di natura, natura umana, salute, malattia, terapia e potenziamento, determinanti per la comprensione e la regolamentazione delle pratiche genetiche.
  • L’indagine delle dimensioni etiche, sociali e politiche nelle pratiche genetiche nelle democrazie liberali: le questioni di giustizia, equità e tutela dei diritti individuali nell’uso delle tecniche genetiche sono oggetto comune della ricerca di ciascuna unità locale.
  • L’analisi critica delle argomentazioni filosofiche e giuridiche a sostegno delle tesi normative proposte nel dibattito bioetico sulla genetica. In un contesto pluralistico, l’esame delle posizioni in gioco è essenziale per l’elaborazione di proposte normative convincenti e in grado di suscitare convergenze operative.
  • Ciascuna delle unità di ricerca ha indagato una specifica area tematica nell’ambito degli obiettivi scientifici generali del progetto di ricerca. Le aree tematiche che hanno costituito il target di ricerca di competenza delle singole unità sono state: test genetici e attività di counselling, biobanche e bioinformatica, terapia genica ed eugenetica, aspetti relazionali e socioculturali delle tecniche genetiche.
  • La ricerca svolta da ciascuna unità locale sulle specifiche aree tematiche di competenza ha previsto: l’analisi dello stato dell’arte e la raccolta di un’ampia documentazione bibliografica, l’analisi critica dei problemi bioetici, l’esame delle proposte etico-normative circa i problemi individuati, l’identificazione dei punti critici di carattere etico e biogiuridico e l’elaborazione di una proposta etica normativa per l’ambito in questione.
  • Il lavoro di ricerca condotto da ciascuna delle unità locali ha previsto stage e trasferte all’estero dei ricercatori, allo scopo di acquisire conoscenze e competenze avanzate nell’ambito della specifica tematica assegnata e di sviluppare una rete di contatti internazionali in grado di sostenere il livello europeo della ricerca e stimolare la diffusione internazionale dei risultati.
  • I risultati della ricerca svolta dalle unità sono confluiti nell’elaborazione di studi di alto livello scientifico (articoli scientifici, saggi o monografie), dedicati a ciascuna delle specifiche aree tematiche (test genetici, biobanche, eugenetica, aspetti socioculturali).
  • Gli studi realizzati nell’ambito di ciascuna unità di ricerca hanno fornito la base essenziale per la discussione comune, da realizzarsi negli incontri fra le unità e nei seminari scientifici. Le unità operative hanno lavorato in sinergia alla composizione di un volume collettivo finale, dedicato all’elaborazione di un’etica pubblica per la genetica, nel quadro della documentazione etico-deontologica internazionale nonché della legislazione italiana e soprattutto europea.
  • La proposta progettuale ha avuto l’obiettivo di promuovere una discussione pubblica, informata e accurata sui principi generali di un’etica pubblica per la genetica. Gli studi scientifici locali e il volume collettivo hanno offerto altresì nell’insieme un panorama informativo, teorico, critico e propositivo sull’etica della genetica da diffondere a livello istituzionale e pubblico.

 

La proposta progettuale mirava a realizzare i seguenti risultati:

  • Lavori di analisi documentata dei profili bioetici e biogiuridici dei principali usi della genetica umana, con particolare riferimento alle seguenti aree tematiche: test genetici, biobanche e bioinformatica, terapia genica, genetica e natura, eugenetica, percezione socioculturale della genetica.
  • Mobilità dei ricercatori attraverso stage e periodi di permanenza all’estero, finalizzata alla formazione di alto livello internazionale, alla documentazione e all’elaborazione di proposte normative in grado di inserirsi nel contesto europeo.
  • Creazione di reti di contatti fra centri scientifici a livello nazionale ed internazionale.
  • Pubblicazione di lavori scientifici: uno studio scientifico su ciascuno dei temi individuati (più ponderoso il lavoro su etica della terapia genica ed eugenetica), e uno studio collettivo sull’etica della genetica, diviso per sezioni, in cui sono confluiti i risultati delle ricerche delle singole unità.
  • Redazione di un documento comune di principi e linee guida («Un’etica pubblica per la genetica») alla formulazione del quale hanno cooperato congiuntamente tutte le unità di ricerca, secondo una metodologia interdisciplinare e pluralistica.
  • Diffusione dei risultati della ricerca a livello istituzionale e pubblico, sia sul territorio nazionale sia all’estero.

 

Il programma di ricerca verrà realizzato attraverso il lavoro coordinato di quattro unità di ricerca, distinte per aree di competenza:

Aspetti etici, politici e normativi dell’eugenetica e del potenziamento.

Unità di Ricerca n.1 (coordinatore) della Libera Università “Vita Salute S. Raffaele” Milano.

  • Al progetto collaborano:

Roberto Mordacci (coord).
Alex Grossini.
Massimo Reichlin
Michele Loi
Gaia Barazzetti

  • Obiettivi e tematiche

Il tema principale della ricerca scientifica è quello degli aspetti etici e filosofici della terapia genica e dell’eugenetica. La ricerca specifica dell’unità sarà condotta tramite l’indagine bibliografica e documentale, il soggiorno in centri di ricerca bioetica internazionali, l’analisi delle argomentazioni e la redazione di uno studio monografico sul tema indicato. La metodologia dello studio sarà improntata al massimo rigore bibliografico e argomentativo; le analisi dovranno mettere in luce i punti critici delle rispettive argomentazioni e dovranno condurre alla formulazione di una proposta etico normativa riguardante l’etica della terapia genica e in particolare dell’eugenetica. Le argomentazioni dovranno essere sostenibili nel panorama della discussione bioetica pubblica,in un contesto pluralistico e con metodologie validate dalla comunità scientifica.

Il volume collettivo finale sarà coordinato da questa unità e sarà articolato in modo da ospitare una sintesi dei risultati delle ricerche di ciascuna unità e da articolare una visione prospettica globale delle questioni di etica pubblica riguardanti la genetica. Nel volume sarà proposto un documento finale di principi e linee guida di un’etica pubblica per la genetica, che questa unità sottoporrà alle altre unità del progetto.

Eugenetica: storia e società.

Unità di Ricerca n.2 dell’ Università del Piemonte Orientale

  • Al progetto collaborano

Sergio Cremaschi (coord).
Filippo Magni (email)
Luciana Ceri (email)
Mauro Simonazzi (email)

  • Obiettivi e tematiche:

ll dibattito attuale intorno alle problematiche etiche legate alla genetica implica (a) una ridiscussione delle basi filosofiche e politiche della eugenetica quale si è configurata a cavallo fra diciannovesimo e ventesimo secolo; (b) un riesame di tematiche già centrali in altri campi della pratica biomedica quali il diritto all’informazione, l’autonomia del paziente, la comunicazione fra paziente e personale medico in un contesto relazione che rispetti autonomia e reciprocità, temi che in relazione a queste problematiche divengono ancora più acuti.

Parte A. Si svolgerà una ricostruzione del dibattito recente fra autori liberali volto a ridefinire i compiti possibili di una eugenetica che non sia più intesa come miglioramento della specie come nella vecchia eugenetica ma invece come contributo all’autonomia degli individui a partire da 1) la condivisione di un orizzonte di democrazia liberale; 2) l’opposizione a qualsiasi logica totalitaria e discriminatoria; 3) il riconoscimento della necessità di ricorrere ad argomentazioni politiche e pubbliche che non introducano pregiudizialmente presupposti ontologici e metafisici che escludano dalla discussione le tesi avversarie. Si tenterà, sulla base della ricostruzione, di dare un chiarimento ad alcuni decisivi problemi aperti, cioè: 1) l’accettabilità di principio dell’eugenetica positiva, cioè del potenziamento del genoma umano, 2) la distinzione fra terapia e potenziamento, e quindi fra usi leciti e illeciti dell’ingegneria genetica; 3) gli strumenti morali, giuridici e operativi per evitare i rischi di discriminazione e le derive totalitarie.
Parte B. I processi relazionati al test genetico, alla terapia genica, espongono i soggetti interessati a scelte ed azioni “in relazione” con altro – altri, su livelli sincronici seppur distinti, dall’individuale al pubblico. La genetica clinica sottolinea la dimensione interattiva delle scelte di salute, dove in particolare le opzioni genitoriali e le dinamiche sociali, culturali, possono giocare un ruolo irreversibile. Questa dimensione di relazionalità riporta la conoscenza e la decisione ad una problematicità etica complessa, all’esigenza di una competenza “etica” che include a) peso dell’incertezza nella scelta individuale laddove c’è predisposizione; b) la tendenza ad una normalizzazione dell’altro, modelli culturali impliciti di “vita accettabile” nella selezione dei feti in vista di un miglioramento; c) conflitti con i miei prossimi, ingiustizia con i lontani, in particolare con i soggetti che non usufruiscono dei benefici di un sistema di cura occidentale; d) responsabilità verso i miei “futuri” e il peso delle mie scelte genetiche sulle generazioni future.

Test genetici 

Unità di Ricerca n. 3 dell’ Università di Padova

  • Al progetto collaborano:

Antonio Da Re (coord).
Romano Tenconi
Fabrizio Turoldo
Silvia Pennisi

  • Obiettivi e tematiche

L’obiettivo finale della ricerca è di carattere applicativo. Si vorrebbe infatti progettare un modello per il counseling genetico, che possa orientare i pazienti ed i futuri genitori sia prima del test, per comprenderne le implicazioni, sia dopo il test, per decidere che cosa fare. Si tenga presente che, secondo una studio relativamente recente (Dallapiccola et al., 2004), solo un quarto dei test genetici effettuati in Italia nel 2002 sono stati accompagnati dalla consulenza genetica. In vista dell’elaborazione di questo modello per il counseling genetico verranno presi in esame, secondo una modalità comparativa, modelli già esistenti ed operanti a livello internazionale. La proposta finale dovrà enucleare specificamente i profili etici, quelli deontologici e quelli giuridici, e il legame che sussiste tra questi differenti livelli; inoltre, essa dovrà essere il risultato di un lavoro interdisciplinare, che coinvolga genetisti, filosofi, psicologi e giuristi.

2) In particolare, si rifletterà su quelle che possono essere le modalità più appropriate per comunicare adeguatamente la diagnosi ottenuta tramite i test genetici. A volte infatti il modo stesso attraverso cui il medico comunica la diagnosi costituisce, direttamente o indirettamente, una forma di pressione nei confronti della coppia genitoriale o del paziente. Si capisce allora che la questione del consenso informato diventa molto delicata ed importante nella diagnosi genetica in generale, ma in particolare in quella prenatale.

3) Si cercherà inoltre di riflettere sul piano etico, filosofico e psicologico, sul tema del diritto a non sapere e sulle modalità per farlo emergere nel counseling , diritto che del resto è contemplato dalla Convenzione di Oviedo (art. 10,2). La presenza di uno psicologo e di un consulente etico, accanto al medico, potrebbe aiutare la coppia genitoriale a valutare, prima della diagnosi genetica prenatale, l’opportunità di conoscere, ad esempio, l’esistenza di predisposizioni a contrarre malattie solo in età avanzata, senza possibilità di prevenzione e cura. In questo caso la coppia potrebbe decidere di voler ricevere comunicazioni solo relativamente a predisposizioni genetiche verso malattie potenzialmente curabili, ma di non voler sapere nulla di malattie ad insorgenza tardiva e non curabili, visto che questo potrebbe solo peggiorare la qualità di vita del nascituro.

4) Particolare attenzione, nell’elaborazione di un metodo per il counseling genetico, dovrebbe essere riservata anche alla consulenza post-diagnosi, oltre che a quella pre-diagnosi. La consulenza post-diagnosi consentirebbe infatti al paziente e alla coppia genitoriale di valutare l’intero ventaglio di possibilità che si profilano. Nel caso della coppia genitoriale non solo l’aborto, ma anche eventuali terapie, strategie di accoglienza per un bambino con qualche difficoltà, riorganizzazione del proprio tempo in relazione alle eventuali necessità del nuovo nato, ecc. Nel caso del paziente adulto quali stili di vita adottare, a chi comunicare la diagnosi e in che termini. Le decisioni, in questi casi, sono particolarmente difficili, perché alcune malattie genetiche (ad esempio: la sindrome di Tay-Sachs, la distrofia muscolare di Duchenne, la sindrome di Gaucher) si manifestano durante l’infanzia e sono letali, mentre altre (ad esempio: la sindrome di Huntington o il rene policistico dell’adulto) si manifestano al raggiungimento della mezza età. Inoltre, molte delle malattie genetiche (ad esempio: la spina bifida e la sindrome di Down) manifestano diversi gradi di gravità, che vanno dalla lieve all’estrema compromissione delle funzioni. In particolare, i bambini che presentano alla nascita trisomia del cromosoma 21 possono crescere manifestando sia seri che moderati ritardi mentali, che un ambiente educativo stimolante può contribuire a migliorare.

Biobanche

Unità di Ricerca n. 4. di Bolzano, EURAC

  • Al progetto collaborano:

Peter Paul Pramstaller (coord)
Alessandro De Grandi
Deborah Mascalzoni
Mariachiara Tallachini
Claudio Corradetti

  • Obiettivi e tematiche:

L’approccio integrato al problema si svilupperà in tre fasi della ricerca:
1. Analisi “esterna” (ricognizione e stato dell’arte delle normative e delle realtà paranormative sulle biobanche e sulle collezioni di tessuti a livello nazionale ed europeo); analisi “dall’interno” (problemi che la ricerca pone nel suo svolgersi al paradigma etico normativo con una ricognizione delle biobanche esistenti e delle soluzioni empiriche a problemi bioetici già esistenti in corso d’opera)
2. Analisi critica ed integrata delle due letture per lo sviluppo di una proposta teorica che tenga conto di entrambe le realtà
3. Produzione ed elaborazione dei risultati sotto forma di: articoli scientifici; contributo per un volume collettivo; possibili linee guida.

Coordinatore: aspetti etici, politici e normativi dell’eugenetica e del potenziamento.

Unità di Ricerca n.1 (Libera Università “Vita Salute S. Raffaele” Milano)

Roberto Mordacci, 
email mordacci.roberto@hsr.it
telefono 0362 649423
fax 0362 649436

Alex Grossini
email grossini.alex@hsr.it

Michele Loi
email loi.michele@hsr.it

Eugenetica: storia e società.

Unità di Ricerca n.2 (Università del Piemonte Orientale)
Sergio Cremaschi
email sergio.cremaschi@lett.unipmn.it
Test genetici
Unità di Ricerca n. 3 (Università di Padova)
Antonio Da Re 
email antonio.dare@unipd.it
Dipartimento di Filosofia
Piazza Capitaniato, 3
35139 Padova
(+39) 049 827 4708 (Tel.)
(+39) 049 827 4701 (Fax)

Biobanche
Unità di Ricerca n. 4 (EURAC)

Peter Paul Pramstaller
email peter.pramstaller@eurac.edu

Institute of Genetic Medicine
Drususallee/Viale Druso, 1
39100 Bozen/Bolzano
Tel. +39 0471 055 501

Valori civili e interculturalità

“Interculturalità e valori civili nelle scuole secondarie di primo grado milanesi” è stato un progetto formativo e di ricerca finanziato dal Comune di Milano e dall’Università Vita-Salute San Raffaele. Il progetto, di cui è stato responsabile scientifico la prof. Roberta Sala, è stato coordinato dal prof. Roberto Mordacci e ha affrontato la questione della convivenza civile cercando le basi per una cittadinanza pacifica e condivisa. La parte formativa del progetto è stata svolta da docenti legati al Centro Studi di Etica Pubblica (precedente nome del Centro Studi di Etica e Politica); la parte di ricerca è stata svolta da un formatore con competenze di etica e politica.

Lo studio si è svolto in parallelo a un’analoga ricerca in programmazione nelle scuole pubbliche del Canton Ticino, intitolato L’educazione ai valori nella scuola pubblica ticinese, e coordinato dal prof. Marcello Ostinelli (Alta Scuola Pedagogica di Locarno).

Il progetto si è svolto in due edizioni.

La prima edizione è stata realizzata nell’anno scolastico 2008/2009 ed è stata curata dalla Dott.ssa Giulia Bistagnino. La seconda è stata realizzata nell’anno 2010/2011 ed è stata curata dal Dott. Federico Pennestrì.

 

Il progetto ha avuto i seguenti obiettivi:

  • una valutazione qualitativa della percezione dei valori civili in alunni di diversa provenienza culturale, etnica e regionale in alcune scuole secondarie di primo grado, a Milano, tramite la realizzazione di interviste individuali e la somministrazione di semplici questionari.
  • la realizzazione di interventi formativi sui problemi e i valori della convivenza civile a favore degli alunni attraverso la discussione di casi e simulazione di situazioni decisionali di rilevanza pubblica.
  • una seconda valutazione qualitativa della percezione degli studenti, secondo parametri simili a quelli della prima valutazione, al fine di vagliare i mutamenti intervenuti.
  • la messa a punto di una metodologia costantemente aggiornata al vaglio dell’esperienza, allo scopo di ripetere in futuro gli interventi formativi in nuove scuole. La metodologia è uno dei prodotti più rilevanti del progetto.

 

Il progetto ha avuto i seguenti risultati:

  • vagliare l’utilità di interventi formativi sui valori civili, la convivenza interculturale e il metodo della discussione pubblica;
  • l’elaborazione di un modello di intervento formativo adatto a far crescere la percezione dell’importanza dei valori comuni presso gli studenti, gli insegnanti e le famiglie e a fornire gli elementi del metodo della ragione pubblica;
  • intervenire in termini di più precisa comprensione dei problemi e delle esigenze della convivenza civile in uno stato liberale e democratico;
  • programmare altre valutazioni e interventi in altre scuole, anche di diverso ordine e grado.

Progetto PRIN

Progetto PRIN Tolleranza come eguale rispetto: le basi normative delle politiche degli spazi.

Durata progetto: 2 anni (marzo 2010 – marzo 2012). Università coinvolte: IUSS, Pavia; Università del Piemonte Orientale, Vercelli; Università Vita-Salute S. Raffaele, Milano.

 

L’eguale rispetto può essere considerato il valore fondamentale che giustifica le due principali nozioni di tolleranza presenti nella teoria politica contemporanea. Infatti, tanto l’ideale della tolleranza come neutralità, che sta alla base della rivendicazione dei diritti civili, sociali e politici universali, quanto l’approccio della tolleranza come riconoscimento, portavoce di rivendicazioni di visibilità politica per specifiche identità, fanno riferimento al valore cruciale del rispetto per le persone. Questo progetto analizza l’interpretazione della tolleranza come eguale rispetto a tre livelli:

  1. Analisi etica: fondazione morale della nozione di eguale rispetto e interpretazione del rispetto nei termini dell’idea di riconoscimento;
  2. Analisi politica normativa: ruolo dell’eguale rispetto nella formulazione dell’idea di tolleranza e implicazioni normative dell’idea di tolleranza come eguale rispetto;
  • Studio delle applicazioni pratiche dell’idea di tolleranza come eguale rispetto nell’ambito delle politiche distributive degli spazi pubblici.

Attraverso l’analisi di alcune questioni distributive riguardo allo spazio pubblico, intendiamo infatti mostrare che la netta dicotomia tra la dimensione della distribuzione e quella del riconoscimento è fuorviante, dal momento che le questioni di distribuzione di spazi pubblici di solito coinvolgono richieste di riconoscimento, come nel caso della moschea a ground zero.

 

Finalità della ricerca dell’Unità del San Raffaele

La nostra ricerca intende analizzare le pressanti domande teoriche e politiche poste da tali considerazioni in due direzioni distinte. Dal lato teorico, con la nostra ricerca si intende perseguire tre obiettivi strettamente legati fra loro:

  • investigare la fondazione della politica del riconoscimento basata sul principio morale del rispetto, principio che è stato oggetto costante di interesse nel dibattito contemporaneo sull’etica (Downie, Telfer 1969; Donagan 1977; Cranor 1983; Frankena 1986).
  • chiarire la natura della proprietà, o del gruppo di proprietà, che fondano il riconoscimento delle persone come eguali e, di conseguenza, capire se è possibile distinguere il modo adeguato di mostrare rispetto, in situazioni concrete.
  • identificare le condizioni culturali che facilitano il riconoscimento delle differenze e della loro dignità.

Avendo un tale obiettivo, ci proponiamo di conciliare i lavori più recenti, svolti da filosofi contemporanei di tradizione kantiana e liberale, con lo studio delle connessioni tra la psicologia morale di stampo analitico, la filosofia della mente, e la neuroetica. Il lavoro che si intende fare, infatti, è una analisi dei concetti più importanti utilizzati non solo da grandi filosofi come Hume, Kant, Mill e Hegel, ma anche dalle persone in generale. In particolare, la ricerca intende soffermarsi su tre problemi filosofici, strettamente connessi con la questione principale del rispetto:

  1. la logica del concetto di riconoscimento,
  2. la questione della motivazione morale,
  3. il problema del relativismo.

ENHANCE

Enhancing Human Capacities: Ethics, Regulation and European Policy

Duration: 24 month (started October 2005)

Funding: European commission, Sixth Framework programme, priority 4.3.2.3., Deepening understanding in ethical issues

 

Most emerging biotechnologies are being developed with the purpose to heal people from severe diseases. However, many of these new technologies also have the potential for being used beyond the frame of therapy, namely for enhancement of human capacities in body and mind. In practice we may see biotechnologies with such potential being applied to make people think better, feel happier or even to improve their physical skills in sports or to extend the life-span.

The aspect of such potential within the emerging biotechnologies and others such as nanotechnologies forces us to consider how enhancement of human beings will eventually influence our self-understanding, our society and the goals of (bio-) medicine in general. Will the perspective of enhancement of bodily skills, of life span or our rationality or personal behaviour turn our society into a post-human society? Will enhancement of our individual capacities change our perception of human nature in general? Will we distinguish differently between ‘normality’ and ‘diseased’ than what we do today and if so how will this influence our society?

If we are to prepare our society to cope with the enhancement perspective of the emerging biotechnologies, we must consider such ethical and philosophical question within the context of the current biotechnological development.

The ENHANCE project investigates the latest development within research on biology, bio-gerontology and neuroscience in order to reach a deeper understanding of the ethical and philosophical consequences when moving from ‘therapy’ perspective towards the one of ‘enhancement’. The project addresses the aspect of human enhancement within four specific targeted research areas, namely cognition, mood, physical performance in sports and extension of life span. The main objectives is to

  • To document current and imminent scientific advances that may enhance human capacities in cognition, mood, physical performance (in sport) and ageing.
  • To evaluate these advances from a philosophical, ethical and social perspective.
  • To facilitate policy-making to the emerging dual-use technologies.
  • To promote public understanding of dual-use technologies and the ethical debate.

The ethical research that is the core of the project will be based on in-depth scientific understanding of the new technologies provided from experts within neuroscience, biology and bio- gerontology. The research will combine literature search, workshops and a conference to reach the objectives of the project.

 

Coordinating institution: Centre for Ethics in medicine, University of Bristol

Special assignments: Over all coordination of the project

Coordinator: Prof. Ruud ter Meulen

Centre for Practical Ethics, University of Oxford, United Kingdom

Special assignment: Ethics in Cognitive enhancement

Team Leader: Prof. Julian Savulescu

(Future of Humanity Institute)

Stockholm Bioethics Centre, University of Stockholm, Sweden

Special assignment: Ethics in physical enhancement in sports

Team Leader: Prof. Gustaf Arrhenius

Faculty of Philosophy, Universita Vita Salute – San Raffaele, Milan, Italy

Special assignment: Ethics in extension of life span

Team Leader: Prof. Massimo Reichlin

Institute for Bioethics, University of Maastricht, the Netherlands

Special assignment: Ethics in mood enhancement

Team Leader: Dr. Ron Berghmans

See workshop on 5 September 2006:

Enhancing Human Capacities: Ethics, Regulation and European Policy

Ricerca in fase di progettazione

  • Dignità: etica, politica e diritti

Faculty

STEFANO BACIN

STEFANO BACIN

  • Marcus Willaschek, Jürgen Stolzenberg, Georg Mohr, Stefano Bacin (a cura di / eds.), Kant-Lexikon, Berlin–Boston, De Gruyter, 2015, 3 vols. (xiv, 2900 p.).
  • Reason, Perfection and God in Britain and Germany, in Sacha Golob, Jens Timmermann (a cura di / eds.), The Cambridge History of Moral Philosophy, Cambridge University Press, Cambridge, 2017 – forthcoming.
  • “‘Ein Bewußtsein, das selbst Pflicht ist’. Fichtes unkantische Auffassung des Gewissens und ihr philosophischer Kontext”, Fichte-Studien, 2015 – forthcoming.
  • “Kant’s Lectures on Ethics and Baumgarten’s Moral Philosophy”, in Lara Denis, Oliver Sensen (a cura di / eds.), Kant’s Lectures on Ethics. A Critical Guide, Cambridge University Press, Cambridge, 2015, 15-33.
  • Kant’s View on Human Dignity: Between Tradition and and Originality”, Kant-Studien, 106 (2015), 97-106.
  • Comments on Kristi Sweet’s Kant on Practical Life. From Duty to History”, Critique, on-line (June 2015).
  • “Pragmatismi”, in Giuseppe Cambiano, Luca Fonnesu, Massimo Mori (a cura di / eds.), Storia della filosofia occidentale, il Mulino, Bologna, 2015, vol. VI, 193-220.
  • “Idealismo italiano e angloamericano”, in Giuseppe Cambiano, Luca Fonnesu, Massimo Mori (a cura di / eds.), Storia della filosofia occidentale, il Mulino, Bologna, 2015, vol. VI, 131-161.
  • Note on the text, bibliography, notes and Glossary, in Immanuel Kant, Idea per una storia universale in prospettiva cosmopolitica, a cura di / ed. by Roberto Mordacci, Mimesis, Milano, 2015, 37-45, 91-109.
  • “L’età kantiana”, in Giuseppe Cambiano, Luca Fonnesu, Massimo Mori (a cura di / eds.), Storia della filosofia occidentale, vol. IV: La filosofia classica tedesca, il Mulino, Bologna, 2014, 69-90.
  • 35 articles in Marcus Willaschek, Georg Mohr, Jürgen Stolzenberg, Stefano Bacin (a cura di / eds.), Kant-Lexikon, De Gruyter, Berlin–Boston, 2015:
    Ahnung; Clarke, Samuel; Elementarbegriff; Elementarlehre; Elementarlehre, transzendentale; Elementarsystem; Erkenntnis, deutliche; Erkenntnis, praktische; Formel; Hermeneutik; Interpretation; Lehrbegriff; Keuschheit; Nachricht von der Einrichtung seiner Vorlesungen in dem Winterhalbenjahre, von 1765-1766; praktisch; pragmatisch; Schriftauslegung; Schriftgelehrsamkeit; Sein/Sollen; Solipsismus; Spott, Spottsucht; Standhaftigkeit; Stärke; Stärke, moralische; Streben; Strenge; subsumieren, Subsumtion; Sucht; Sündenschuld; Tun und Leiden; Willensbestimmung; Wohlwollen; Wollust; Wort.

ROBERTO MORDACCI

ROBERTO MORDACCI
Volumi pubblicati / Books 

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MASSIMO REICHLIN

Volumi pubblicati / Books

  • L’utilitarismo, Il Mulino, Bologna 2013.
  • Etica e neuroscienze. Stati vegetativi, malattie degenerative, identità personale, Mondadori Università, Milano 2012.
  • Etica della vita. Nuovi paradigmi morali, Bruno Mondadori, Milano 2008.
  • Aborto. La morale oltre il diritto, Carocci, Roma 2007.
  • R. Price, Rassegna delle principali questioni della morale, a cura di / ed. M. Reichlin, Bompiani, Milano 2004.
  • Fini in sé. La teoria morale di Alan Donagan, Trauben, Torino 2003.
  • L’etica e la buona morte, Edizioni di Comunità, Torino 2002.
  • Introduzione all’etica contemporanea, Europa Scienze Umane, Milano 2000.
  • Bioetica della generazione (con / with P. Cattorini), Sei, Torino 1996.
  • Introduzione allo studio della bioetica (a cura di / eds. P. Cattorini, R. Mordacci, M. Reichlin), Europa Scienze Umane, Milano 1996.


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ROBERTA SALA

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Former Ph.D. students

ELEONORA VIGANÒ

Post-Doc

SARAH SONGHORIAN

In questa sezioni si possono trovare slide e appunti di alcuni eventi organizzati dal CeSEP nel corso dell’Anno Accademico 2014-2015.

Gli autori dei materiali hanno autorizzato la diffusione.

Laboratori di Filosofia Pratica

  • Guerra ed epistemologia sociale
    Mercoledì 22 Ottobre 2014 – ore 11:00 – 13:00
    Aula: Sala riunioni, Facoltà di Filosofia (DIBIT 1)
    Relatore: Giangiuseppe Pili, Università Vita-Salute San Raffaele
    Discussant: Marco Viola, IUSS, Pavia

 

 

 

 

 

 

 

  • Help as a Form of Control
    Data: Giovedì 11 Giugno 2015 – ore 14:00 – 16:00
    Aula: Sala riunioni, Facoltà di Filosofia (DIBIT 1)
    Relatore: Emanuele Bottazzi, ISTC-CNR, Trento
    Discussant: Francesca De Vecchi, Università Vita-Salute San Raffaele

Seminario di studio

Politiche sanitarie. Un’analisi filosofica
giovedì 4 Giugno 2015
ore 14:00 – 16:00
Aula Koch (DIBIT 1)
Interverranno:
Federico Pennestrì – Università Vita-Salute San Raffaele
Marta Colombo – Università Vita-Salute San Raffaele

Seminario di studio

Seminario di studio
Mens sana in corpore sano.  Forme e strumenti della cura dell’Altro
giovedì 21 Maggio 2015
ore 11:00 – 13:00
Aula Koch (Dibit 1)
Interverranno:
Federico Pennestrì – Università Vita-Salute San Raffaele
Maria Russo – Università Vita-Salute San Raffaele

Seminari sulla guerra

Guerra, storia e conoscenza
Giovedì 16 Aprile 2015
Ore 14:00 – 16:00
Aula Pasteur (Dibit 1)
Interverranno:
Giangiuseppe Pili – Università Vita-Salute San Raffaele
Federico Leonardi – Università Vita-Salute San Raffaele

Guerra tra teoria e prassi

Guerra tra teoria e prassi. La guerra nello scenario contemporaneo
Giovedì 21 Maggio 2015
Ore 14:00 – 18:00
Aula Koch (Dibit 1)
Interverranno:
Stefano Bernini – Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura
Michele Chiaruzzi – Università di Bologna

Joint Commitment

Martedì 18 Novembre 2014
Ore 11:00 – 14:00
Aula Catone (DIBIT1)
Francesca De Vecchi (Università Vita-Salute San Raffaele)
Silvia Tossut (Università Vita-Salute San Raffaele)

Laboratorio di Filosofia Pratica

Il Laboratorio di Filosofia Pratica (LFP) è un progetto avviato all’interno del CeSEP che ha per scopo principale quello di favorire occasioni di scambio e confronto tra ricercatori, studiosi e in generale cultori della filosofia pratica. Gli incontri prevedono la presentazione e la successiva discussione di un paper avviata da interventi preordinati.

Tavolo della Democrazia

Il Tavolo della Democrazia consiste in un ciclo di seminari su temi di attualità politica, sociale ed economia affrontati da punti di vista diversi, secondo un approccio multidisciplinare e pluralistico. L’idea di fondo è che, quale che sia la tematica che si intende approfondire e discutere, sia necessario uno sguardo filosofico che abilita ad una visione d’insieme dei singoli aspetti trattati, pur nel rispetto dei dati di realtà e della contingenza storico-sociale.

Workshop di Bioetica

I Workshop di Bioetica sono occasioni di confronto sulle questioni etiche sollevate dalle applicazioni biotecnologiche al campo delle scienze mediche nonché all’ambito della cura. Di tali questioni si cerca di mettere a fuoco le ricadute a livello morale, socio-politico, economico, giuridico ed ambientale, a partire da una adeguata chiarificazione degli aspetti scientifici, tecnici e tecnologici.

Mini-cicli tematici

I mini-cicli consistono in un paio di incontri specialistici su temi specifici e particolarmente attuali. Hanno lo scopo di approfondire tematiche di dominio pubblico. Nell’anno accademico 2014-2015 sono stati svolti due mini-cicli: il primo sulla guerra e il secondo sull’Islam.

Filosofie del cinema

Il corso mira a fornire ai partecipanti la padronanza dei metodi fondamentali per l’analisi filosofica di un’opera cinematografica. La formazione prevede una parte teorica, in cui vengono presentate da un punto di vista specificamente filosofico tematiche che vanno dallo statuto dell’immagine ai contenuti che si possono trasmettere mediante essa, e una parte pratica, in cui, attraverso esempi di opere, si riflette sul linguaggio cinematografico anche da un punto di vista tecnico e filmico.

Seminario permanente di storia della scrittura morale

Il seminario mira a svolgere una ricognizione dei rapporti fra moralità e soggettività specificamente diversa dalle classificazioni canoniche della storia dell’etica, vale a dire attraverso l’analisi del materiale simbolico espresso in autobiografie, confessioni, diatribe, dialoghi, epistolari, aforismi, esercizi spirituali, contes philosophiques e in tutta quella congerie di testi che si può far afferire alla scrittura morale. Il seminario mira all’esplicitazione del concetto di scrittura morale e alla ricostruzione di questa tradizione nell’arco della cultura occidentale, prendendo in esame in primo luogo, ma non esclusivamente, la storia della filosofia.

Come seguire gli eventi

Per gli eventi del corrente Anno Accademico 2016-2017, si veda: News Filosofia

Per l’archivio degli eventi organizzati dal CeSEP in anni precedenti, si veda: Eventi, pubblicazioni, news Etica e Politica

Roberta Sala, Direttore del Centro

e-mail: sala.roberta@unisr.it

Tel.: +39 02 2643 5872

Massimo Reichlin, co-Direttore con pari funzioni del Centro

e-mail: reichlin.massimo@unisr.it

Tel.: +39 02 2643 5867

Roberto Mordacci

e-mail: mordacci.roberto@unisr.it

Tel.: +39 02 9175 1567

Francesca Pongiglione

e-mail: pongiglione.francesca@unisr.it

Tel.: +39 02 2643 5871

Stefano Bacin

e-mail: bacin.stefano@unisr.it

Tel.: +39 02 2643 5871

Segreteria tecnico-scientifica

 

e-mail: cesep@unisr.it

Tel.: +39 02 2643 5871

 

Per iscriversi alla mailing list, scrivere a: cesep@unisr.it