Intervista alla Dott.ssa Polizzi


Quando la Dott.ssa Elisabetta Polizzi, coordinatore del Corso di Laurea di Igiene Dentale UniSR, parla dei suoi studenti e del rapporto umano e professionale che si instaura con loro nel corso degli anni di Università, le vengono gli occhi lucidi dall’emozione. “È bello sapere che tanti studenti non vogliono andare via, che vogliono restare qui, trasferire il loro sapere e continuare ad apprendere”.

Dott.ssa Polizzi, quali sono i vantaggi dello studiare Igiene Dentale al San Raffaele?
Il Corso di Laurea di Igiene Dentale all’Università Vita-Salute San Raffaele, del quale sono docente e coordinatore, offre un incredibile valore aggiunto. Innanzitutto le docenze: i Professori possiedono competenze e know how di chiara fama nazionale e internazionale, e il corpo docente viene attinto anche da Medicina e Psicologia, a dimostrazione della trasversalità culturale e dell’integrazione tra le Facoltà del nostro Ateneo. Possiamo vantare di essere gli unici in Italia ad avere una stazione manichini, che possiede software all’avanguardia e metodi di controllo innovativi per seguire i pazienti. Il nostro Centro d’Igiene Orale è l’unico totalmente autonomo nel trattamento, selezione e conduzione dei pazienti: siamo ovviamente “satelliti” dell’Odontoiatria, ma i nostri protocolli concordati vengono applicati e spesi dall’igienista stesso. Aspetto unico e fondamentale è il tirocinio fin dal primo semestre del primo anno: i ragazzi arrivano e sono subito “lanciati” all’interno degli studi odontoiatrici, ed escono dopo tre anni di tirocinio con a loro vantaggio circa 1000 pazienti eseguiti! Anche il metodo di apprendimento dei nostri studenti è molto diverso, perché il ragazzo studia sul libro ciò che ha già visto dal vivo. Posso dire di avere avuto un ritorno personale dai colleghi dentisti, che attestano che al termine dei tre anni i nostri studenti sono professionisti già preparati, che hanno acquisito un’esperienza già spendibile, a differenza di altri Atenei che magari non hanno i mezzi e gli spazi adeguati. Nel nostro Corso abbiamo ben 20 tutor igienisti per 25 (da quest’anno 30) studenti, il che significa praticamente un rapporto 1 a 1. Mi fa piacere sottolineare che di 20 tutor igienisti, 15 sono nostri ex-studenti che si sono laureati qui, e hanno deciso di restare per trasferire le loro conoscenze ai futuri allievi. Gli studenti sono talmente seguiti, incalzati, che non hanno spazio di “perdersi”, e in tanti anni tutti hanno sempre completato il Corso di studi; perfino nel caso di ragazzi che per varie ragioni hanno dovuto interrompere gli studi, sono sempre rientrati tutti l’anno successivo. L’ambiente è molto raccolto, molto famigliare. Io mi sono laureata in un diverso Ateneo, ma l’attenzione che si dà agli studenti in questa Università non l’ho mai vista da nessun’altra parte.

Quali sono le prospettive professionali di un Igienista Dentale?
Trovo che il Corso di Laurea in Igiene Dentale triennale rappresenti una vera opportunità di lavoro. La figura professionale dell’Igienista Dentale ha un tasso occupazionale altissimo (tanto per fare un esempio, ad oggi in Italia su 60.000 dentisti ci sono solo 6.000 igienisti). È una professione dinamica, che non fa annoiare e che può dare tanto al cittadino: il nostro compito è quello di fare giusta prevenzione riguardo ai corretti stile di vita. Questo significa che la conoscenza di base di un operatore sanitario in Igiene Dentale deve essere ampia e comprendere molteplici discipline, che può spendere in moltissimi ambiti, dall’attività di ricerca, allo studio professionale, all’insegnamento in Università. È una figura che è stata molto rivalutata in questi anni: noi siamo educatori della salute, volti a fare formazione e sensibilizzazione per la corretta salute. Oggi è risaputo che la cavità orale ha delle correlazioni chiare e precise con altri distretti corporei, e uno stile di vita errato può essere dannoso: il grande vantaggio è che è molto più facile ispezionare e mantenere in salute un cavo orale! Prendersi cura della propria bocca significa molto di più del semplice “avere dei bei denti”: l’Igienista è in grado di accorgersi di piccole “spie” che potrebbero essere indicative di malattie importanti, aiutando a prevenirle.

Un esempio di attività di prevenzione di cui siete stati protagonisti?
Abbiamo siglato un’intesa tra Università, Ospedale e il Comune di Segrate: siamo andati nelle scuole a educare all’igiene orale e alla corretta alimentazione i bambini dalla prima alla quinta elementare, ma anche i loro genitori. La bocca è una sentinella che permette di individuare malattie anche lontane dal cavo orale; per esempio, un’afta ricorrente potrebbe essere segnale della celiachia. Abbiamo tenuto lezioni teoriche, ma anche dimostrazioni pratiche e interattive con video, slide e giochi, per sensibilizzare sull’importanza dei corretti stili di vita correlati al cavo orale: non bere alcolici, non fumare, svolgere regolare attività fisica, alimentarsi in modo sano. Più di recente abbiamo intrapreso con successo la campagna di sensibilizzazione sul virus dell’epatite C (HCV) con il Progetto “Easy Test HCV”.

Ci parli di questo Progetto
“Easy Test Program” è il primo studio pilota in Italia condotto in una Dental Clinic, un ambulatorio odontoiatrico; dall’anno scorso abbiamo teso questo accordo, una collaEasyTestborazione nata tra l’Università Vita-Salute San Raffaele, insieme all’Ospedale San Raffaele, ANLAIDS, EPAC, Ministero della Salute e Regione Lombardia, condotto sotto la supervisione dei Professori Enrico Gherlone (Odontoiatria) e Adriano Lazzarin (Malattie Infettive), entrambi docenti all’Università. Ovviamente lo scopo ultimo è di ricerca, perché i numeri sono stati tanti ed è stato un lavoro di dati e di incrocio di dati, ma a me personalmente piace classificarlo come progetto di sensibilizzazione.
Si tratta di eseguire un test rapido sulla saliva che permette di individuare i portatori del virus HCV. Nel giro di 20 minuti si ha la risposta: nel caso di positività, tramite “fast track”, cioè “percorso rapido”, il paziente verrà indirizzato verso la conferma diagnostica nei laboratori di Virologia del nostro Istituto, e poi eventualmente alle cure che oggi sono disponibili. Ci siamo resi conto che HCV è un grande sconosciuto, specie tra i giovani che, senza saperlo, sono la categoria più a rischio di contrazione della malattia. Fino ad alcuni anni fa la via di contagio principale era l’ambiente ospedaliero (mediante trasfusioni o uso di aghi non ben sterilizzati), oggi sotto controllo, ma attualmente i rischi di trasmissione sono legati soprattutto a tatuaggi, piercing, estetiste, beautyfarm e altri interventi estetici eseguiti in ambienti non controllati. Ecco perché è importante che soprattutto i giovani siano informati e consapevoli dei rischi che corrono. Il test è molto sensibile (99% di sensibilità), finora non ha mai segnalato falsi negativi né falsi positivi, è rapido, semplice da eseguire e a costi irrisori. Da aprile a novembre 2015 abbiamo proposto a 2.377 pazienti, che si sono rivolti a noi per interventi di igiene dentale, questo test rapido sulla saliva, capace di identificare la presenza di HCV, dopo aver fornito loro informazioni sull’infezione e sulle sue conseguenze: più di duemila hanno accettato. In 22 persone il test salivare si è rivelato positivo: 21 avevano già dichiarato di essere portatori del virus, mentre una donna ha scoperto per la prima volta l’infezione (una cinquantenne, di ceto sociale medio-alto, che è stata poi indirizzata ad altre indagini di laboratorio che hanno confermato la diagnosi). Questo significa che l’indagine è davvero affidabile, e che è realmente utile per scoprire il “sommerso”, cioè quei pazienti che non sanno di essere infetti. Dai questionari che abbiamo sottoposto emerge in maniera preoccupante come tra i giovani di età compresa tra i 26 e i 33 anni, che sono i più a rischio, ben il 97% non abbia idea di cosa sia il virus dell’epatite C, di come si trasmetta e di quali siano le patologie che causa. Al di là del semplice risultato del test, questa iniziativa è stata importantissima perché si basa prima di tutto sull’informazione e la prevenzione di cui in special modo noi igienisti siamo responsabili. In tempi passati si è sempre fatto l’errore di “confinare” i pazienti che dichiarano di avere certe patologie come ultimi della giornata, in orari e giorni appositi: questo atteggiamento è una vera e propria discriminazione, anche perché oggi sappiamo che i rischi di trasmissione sono nulli grazie alle numerose norme di sterilizzazione in atto. Non solo quindi abbiamo fornito informazioni ai pazienti relativamente ad HCV, ma abbiamo anche sensibilizzato l’opinione pubblica riguardo al falso stigma che noi davamo a questi pazienti positivi, aiutandoli ad accettare la loro condizione con più serenità. I risultati sono stati talmente tanto incoraggianti che a partire dallo scorso 6 luglio estenderemo questo progetto anche agli ambulatori dove sono in vigore i LEA (livelli minimi di assistenza gratuiti) previsti dal Servizio Sanitario Nazionale per le cure odontoiatriche.

Intervista a cura di Eufemia Putortì

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