Il Business Sense Lab è il “Knowledge Transfer Center” della Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, la struttura d’interfaccia università/impresa, nata con l’obiettivo di mettere in contatto – a scopi sia scientifici che didattici – studenti, docenti e ricercatori della Facoltà di Psicologia con il mondo imprenditoriale e produttivo  del Paese.

La sua mission è quella di indagare, su base empirica, l’insieme delle competenze tecnico-psicologiche sulla base delle quali viene a costruirsi il successo d’impresa, contribuendo all’analisi e alla misurazione dell’elemento-base su cui esso si innesta: il cosiddetto “senso degli affari”.

La sua vision è quella di contribuire a diffondere la consapevolezza che il “business sense”, lungi dall’essere un’innata predisposizione, è una capacità – acquisibile, trasferibile e applicabile a tutte le relazioni aziendali, a tutti i livelli e in qualunque settore – che si sviluppa e si mantiene nel tempo imparando a comprendere le persone nella loro interezza, con le loro determinanti biologiche, psicologiche e socio-ambientali.

Il Laboratorio è coordinato da Norman La Rocca ed è composto dai rappresentanti dei Centri  e dei Laboratori di ricerca di Facoltà, i quali fungono sia da “motore”, mettendo a disposizione le loro expertise ed i loro strumenti per la realizzazione delle attività previste del Laboratorio, sia da Comitato scientifico del laboratorio stesso.

Il Business Sense Lab nasce dalla convinzione che, in un momento storico come quello attuale, in cui pare essere indifferibile una ridefinizione generale dei modelli d’agire d’impresa, sia di straordinaria importanza rivedere – in primo luogo – le basi profonde del loro agire di mercato. Non solo e non tanto in termini di rivisitazione delle metodologie attraverso cui vengono ad essere studiati i mercati, quanto nella loro capacità di saper ascoltare, analizzare e misurare, in maniera completa e strutturata, le caratteristiche delle persone e dei gruppi che quei mercati formano.

ascolto a 360°

Un “ascolto” a 360 gradi che,

  • parta da un’ attenta analisi delle interazioni fra determinanti neurobiologiche della percezione e del comportamento e ambiente fisico e sociale (psicobiologia; psicologia fisiologica, neuroscienze cognitive e sociali),
  • passi dallo studio della nascita e dello sviluppo dei processi cognitivi di base e di ordine superiore (psicologia cognitiva; cognizione sociale; psicologia dello sviluppo; neuropsicologia),
  • si estenda allo studio sistematico della programmazione e dell’esecuzione del movimento e dell’azione  (psicobiologia; neuropsicologia; psicologia generale; cognizione sociale),
  • arrivi allo studio dei processi emotivi e motivazionali complessi che caratterizzano l’agire individuale e di gruppo (psicologia sociale; psicologia sociale applicata; psicologia della motivazione e delle emozioni; psicologia della persuasione e dell’influenza sociale; statistica sociale),
  • fino a ricomprendere una caratterizzazione dell’individuo in termini di personalità, memoria e contenuti emotivo-motivazionali individuali e collettivi (psicologia della personalità; psicologia generale; psicologia sociale; statistica sociale),
  • per arricchirsi e completarsi con l’analisi, anche su base psicografica, degli atteggiamenti, delle opinioni, delle abilità, delle credenze, degli interessi, degli orientamenti, delle intenzioni, dei valori , del potenziale e dei comportamenti delle persone, considerate in quanto singoli individui o membri di specifici gruppi sociali (organizzazioni, istituzioni, aziende) nelle loro interazioni reciproche e in quelle con il mondo del consumo.

 

Uno studio approfondito e una misurazione completa, che cominci con un’analisi delle reazioni individuali agli stimoli interni e esterni all’organismo (presidiata da CCN – Centre for  Cognitive Neurosciences, LARE – Laboratorio per l’Analisi e il Riconoscimento delle Emozioni, LAPCO – Laboratory of Action, Perception, Cognition e CERMAC – Centro Eccellenza Risonanza Magnetica ad Alto Campo) e che termini con un esame sistematico delle risposte, delle motivazioni e delle espressioni di natura collettiva – più nascoste o manifeste – fortemente dipendenti dalle rete di interazioni sociali di cui l’individuo fa parte (CUSSB – Centro Universitario di Statistica per le Scienze Biomediche e UniSR Social.Lab – International Laboratory of Applied Social Psychology).
Il tutto, tenendo costantemente presenti le dinamiche economiche e sociali, terreno ultimo di confronto per determinare la bontà o meno dell’approccio al mercato da parte delle imprese.

Obiettivo finale

Obiettivo finale, offrire spunti e suggerimenti di azione in tutte le aree della gestione d’impresa a cominciare dalla funzione di maggiore raccordo fra produzione e mercato, ossia il marketing.

lo studio della mente e dei processi psicologici e d’interazione sociale

La facoltà di Psicologia UniSR:
lo studio della mente e dei processi psicologici e d’interazione sociale

La Facoltà di Psicologia individua nello studio della mente e dei processi psicologici e d’interazione sociale che ne sono alla base la sua “missione” specifica. Si propone pertanto di indagare i fondamenti e i correlati neuro-biologici e neuro-psicologici dell’attività psichica, le funzioni e i processi affettivi, motivazionali e cognitivi, la personalità nei suoi aspetti strutturali e evolutivi, il mondo delle relazioni interpersonali: la coppia, la famiglia, l’assetto emotivo-motivazionale sotteso a particolari forme di “produttività nascosta” onnipresenti all’interno degli individui e dei gruppi sociali (di lavoro, ricreativi, istituzionali ecc.), le forme di interazione competitiva o collaborativa fra gruppi sociali e singoli individui, le istituzioni, la società. Il suo oggetto di studio è, come per il Lab, la persona nella sua interezza, con le sue determinanti neuro-biologiche, psicologiche e socio-ambientali.

Il Laboratorio prevede tre livelli di interazione impresa-psicologia:

Livello didattico

  1. Livello didattico. A questo primo livello il Laboratorio si pone come percorso formativo standard, d’ausilio e/o integrato ad altri corsi monografici, il cui obiettivo è quello di approfondire casi di aziende che, anche grazie all’utilizzo della strumentistica di analisi e misurazione del Lab, si siano significativamente distinte nello scenario competitivo nazionale ed internazionale.

Nello specifico, a questo primo livello di interazione Facoltà/Impresa, l’attività del Laboratorio si sostanzia in:

  1. Testimonianze aziendali interattive con gli studenti della Facoltà, da tenersi secondo un calendario predefinito e che siano integrate, nel limite del possibile, a tutti gli insegnamenti previsti nel corso del semestre in cui si tengono.
  2. Creazione di occasioni di interazione fra studenti e imprese per invio curriculum, stage, apprendistato ed assunzioni.

Livello di confronto e di formulazione di ipotesi di lavoro

  1. Livello di confronto e di formulazione di ipotesi di lavoro. A questo secondo livello di interazione il Laboratorio si pone come struttura a servizio dell’impresa intervenuta nell’ambito del ciclo di seminari. L’attività consiste nell’apertura di un tavolo di approfondimento fra i dirigenti delle aziende intervenute e i docenti della Facoltà sui temi emersi nel corso dell’incontro, volto a trasferire le ultime conoscenze/evidenze scientifiche sul tema emerso e a suggerire le possibili implementazioni aziendali.

Nello specifico, a questo secondo livello di interazione Facoltà/Impresa, l’attività del Laboratorio si sostanzia in:

  1. Incontri, dialoghi e conversazioni su tematiche a scelta: dialoghi ristretti e a porte chiuse, incontri riservati, conversazioni 1-to-1 con la presenza di esperti nazionali e internazionali sul tema scelto dall’azienda.
  2. Organizzazione, gestione e comunicazione di un evento finale riassuntivo e propositivo rivolto al pubblico, dove i risultati del laboratorio siano presentati e amplificati anche tramite i media.

Livello di negoziazione delle ipotesi di ricerca e di realizzazione di interventi ad hoc

  1. Livello di negoziazione delle ipotesi di ricerca e di realizzazione di interventi ad hoc. A questo terzo ed ultimo livello di interazione, il Laboratorio intende proporre alle aziende coinvolte di finanziare ricerche e studi su temi da loro proposti di alto profilo culturale e scientifico, finalizzate a un’utilità per l’azienda e a una visibilità per l’Ateneo come erogatore di ricerche in partnership con le imprese.Nello specifico, a questo terzo livello di interazione Facoltà/Impresa, l’attività del Laboratorio si sostanzia in:
  2. Realizzazione di ricerche su commissione
  3. Realizzazione di pubblicazioni ad hoc
  4. Eventuale formazione sui temi indagati
  5. Eventuale organizzazione di convegni/seminari collegati

CICLO DI INCONTRI SECONDO SEMESTRE 2015-2016

Clipboard01Sono ripresi il 18 aprile gli incontri organizzati dalla Facoltà di Psicologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele volti ad indagare il rapporto fra psicologia ed economia.

Gli incontri si inquadrano nell’ambito delle attività didattiche e di ricerca volte a valorizzare la figura dello psicologo in contesti in cui la sua capacità d’analisi, sommata alla comprensione dei meccanismi che sottendono il funzionamento del cervello umano, potrebbe risultare di straordinaria importanza per il successo competitivo di imprese e organizzazioni.

Incontri del secondo semestre 2015-2016

CICLO DI INCONTRI PRIMO SEMESTRE 2015-2016
“Salute e società Informazione, comunicazione, prevenzione”

CICLO DI INCONTRI PRIMO SEMESTRE 2014-2015
” Economia e Psicologia – Storie e strategie di eccellenze imprenditoriali in un viaggio alla scoperta delle connessioni economia e psicologia”

CICLO DI INCONTRI SECONDO SEMESTRE 2014-2015
“PSICOLOGIA & ECONOMIA – Family business: le vicissitudini famigliari e le ripercussioni nel lavoro e sul patrimonio”

3 workshop su 3 temi cruciali del family business

“Quando la famiglia è la rovina dell’impresa: gli errori strategici nel passaggio generazionale.”
18 giugno ore 14

L’incontro potrà essere seguito in streaming su:
YouTube:www.youtube.com/myunisr
Google+: http://google.com/+unisr
Periscope: medium.com/@myunisr
Twitter: twitter.com/myunisr

L’azienda familiare manifesta, oltre alle normali crisi, anche quelle dovute a eventi straordinari  come i litigi familiari-aziendali e patrimoniali, le scomparse e le malattie degli imprenditori e dei loro eredi. Le ripercussioni sono gravi e possono portare fino alla chiusura dell’azienda. Che fare? Come gestire questa emergenza? E l’emotività che ruolo ha?

 

28 Aprile 2015 | I conflitti tra familiari per motivi economici e legali: separazioni, divorzi, successioni e governance.   
Le cronache riportano giornalmente di guerre familiari tra avvocati, commercialisti e tribunali. Alla Tv in ogni programma ed in ogni fascia oraria vi sono storie di litigi familiari.  I dati sui conflitti familiari in Italia sono in  forte aumento.  Dalle semplice divergenze di opinione si può arrivare sino agli omicidi ed ai femminicidi ed infanticidi ovvero a lotte intrafamiliari che durano anni. Non si sopporta più nulla, non si ha più dialogo e pazienza, si reagisce talvolta in modo  esagerato e ciò quantopiù ci siano di mezzo “ i soldi” sotto varie forme, dalla liquidità pura , alle quote dell’azienda , agli immobili da spartirsi, ai beni di lusso, ai diritti che si pensa di aver acquisito per il nome familiare. Ad un tenore di vita che non si sopporta più, dato che ben altri erano i sogni, si reagisce col distruggere tutto partendo proprio da questioni “di soldi”, i  beni del patrimonio stanno diventando terreno di guerra. Saltano tutti i rapporti in famiglia che  “non passerà più il Natale insieme”. Non parliarmo poi dei litigi per le eredità.  Non solo riguardano cantanti famosi per grandi patrimoni. E il potere? La leadership per la governance? Botte da orbi anche per chi sarà il capo, per chi comanderà in azienda. Ma i litigi aziendali per determinare il valore di una liquidazione di un socio familiare o per il potere si vedono da parte dei dipendenti che talvolta divengono equilibristi tra familiari litigiosi. Indispensabile qualche psicologo  accanto agli avvocati e commercialisti.  Ma sono le  separazioni e i divorzi che offrono un campionario di “come farsi del male in tutti i modi possibili”  … per l’assegno ovviamente o per non riconoscere all’amante quel bene, quella casa o quei soldi che si pensa facciano parte del patrimonio familiare; se poi ai litigi sulla casa e sui soldi e sugli altri beni  si  aggiungono le difficoltà per la gestione dei figli, la situazione può diventare estremamente critica. Un ginepraio psicologico da cui è difficile uscire se non con ripercussioni pesantissime nella sfera del “sé”.19 Maggio 2015 | Lavorare malati (infarto, ictus, cancro, depressione/mania)  e la scomparsa imprevista/ prevedibile  dell’imprenditore: un lutto duplice, familiare e aziendale.  
Si lavora, si lavora, mattino e sera senza mai il tempo e la voglia di fermarsi a riflettere su cosa accadrebbe in famiglia e nel lavoro nel caso di un nostro improvviso Stop; e non se ne parla mai anche tra famigliari, tra amici, tra colleghi. Ma c’è da chiedersi : “cosa succede ai nostri collaboratori, clienti e fornitori se mi ammalo gravemente? Ed il sostentamento per la mia famiglia, chi ci penserà? E la continuità dell’azienda o dell’attività professionale?” Tutti i sacrifici di una vita potrebbero andare dispersi oppure ci sono sistemi per garantire quantomeno che un certo valore aziendale permanga nel tempo? E come faranno i famigliari a continuare a lavorare con il cuore triste? Chi e come  li può aiutare in questi momenti difficili?” lutto familiare ma anche minori entrate e patrimoni e aziende da sistemare. Non facile. Vi sono casi di single, divorziati o di anziani soli ma tutt’ora in piena attività lavorativa. Che fare nel caso di bisogni di assistenza e ricoveri o di incidenti che impediscano la libertà di movimento. La gestione della malattia va programmata per tempo. Ed il sapere cosa fare nel caso della improvvisa scomparsa del fondatore o degli eredi da una certa garanzia al personale affezionato all’azienda. Si deve evitare che se ne vada. Come fare? Dobbiamo prepararci perché gli eventi traumatici possono arrivare da un giorno all’altro e se siamo pronti sarà più facile il superamento delle difficoltà in famiglia ed in azienda.

 

18 Giugno 2015 | Quando la famiglia è la rovina dell’impresa: gli errori strategici nel passaggio generazionale.  
Genitori, figli, fratelli e cugini che lavorano quotidianamente fianco a fianco. Magari per anni. Tra il detto e il non detto. Poi un bel giorno la bomba ad orologeria esplode. Personalità diverse, obiettivi diversi, esigenze diverse….si giustificherà a posteriori. Ma possibile che nessuno l’aveva capito prima? Su 6 milioni di imprese in Italia  sono quasi 5 milioni quelle gestite e possedute da famiglie. Imprese micro, piccole, medie e grandi. Le famiglie in prima linea ovviamente con organigrammi, investimenti e fatturati diversi, ma sempre in prima linea e sempre più o meno con gli stessi problemi: la difficile convivenza tra business e sentimenti. Logiche, obiettivi e mondi differenti. L’azienda e la sua  pragmatica efficienza numerica e la famiglia con l’amore paterno e l’equità. Si conosce abbastanza circa gli strumenti economico-giuridici da utilizzare nelle aziende familiari, poco invece si conosce del perché i familiari tengano alcuni comportamenti, in qualche caso anche antieconomici.  Il non pensare al passaggio  generazionale, il non individuare il futuro leader, il non differenziare gli stipendi dei familiari, il non programmare un percorso di carriera e di formazione, il non porre regole scritte per la governance e per i fringe benefits, il non far capire la differenza tra essere azionista, amministratore o dipendente. Ma azienda familiare non è solo azienda e famiglia. Vi è un terzo elemento importante: il patrimonio personale dell’imprenditore costituito non solo dal valore della società. Dunque un difficile equilibrio tra 3 elementi. Ma la famiglia non è più quella di una volta. Seconde nozze, figli di primo e secondo letto da inserire, amanti, divorzi, single, vedovi, famiglie ricostituite, famiglie con coniugi stranieri e anche molte famiglie di imprenditori stranieri oramai ben consolidate e di successo nel nostro Paese (si pensi alla comunità Cinese)….come fare per poter gestire al meglio l’azienda familiare creando regole di comportamento e dei percorsi per garantire il passaggio generazionale di successo? Una analisi dei comportamenti e degli strumenti.

Il Laboratorio è coordinato da Norman la Rocca ed è composto dai rappresentanti dei Centri  e dei Laboratori di ricerca di Facoltà, i quali fungono sia da “motore”, mettendo a disposizione le loro expertise ed i loro strumenti per la realizzazione delle attività previste del Laboratorio, sia da Comitato scientifico del laboratorio stesso.

Info:  Norman La Rocca
larocca.norman@unisr.it