Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione (accessibile solo per trasferimento ad anni successivi al primo)


Figure professionali


Aree professionali elettive

Area dei media e nuovi media.

Area dell’editoria.

Area della comunicazione d’impresa (esterna ed interna).

Area del marketing strategico.

Area delle RP.

Area della gestione eventi culturali.

Area della ricerca di marketing, sul consumatore e sulle audience mediali.

        
Aziende private

Responsabili della comunicazione e delle relazioni esterne.

Brand e/o product manager.

Responsabili delle ricerche di marketing.

Manager nelle industrie culturali/editoriali.

 

Aziende editoriali ed emittenti radio e televisive 

Esperti Multimediali.

Media-product manager.

Format Engineer. 

Content Engineer.

Esperti nella creazione di nuovi prodotti.

Esperti nella ricerca di nuovi pubblici.


Aziende pubbliche e istituzioni

Consulenza di comunicazione politica e istituzionale.

Esperti in “Crisis Management”. 

Addetti stampa e URP. 

Esperti nella progettazione e organizzazione degli eventi culturali.


Agenzie di pubblicità

Account. 

Specialisti nella comunicazione di prodotti e marche.

 

Istituti di ricerca

Ricercatori nel campo delle ricerche di mercato, sociali e dei sondaggi. 

Esperti nella definizione e caratterizzazione del pubblico mediale.

 

 

Come si vede, il Corso di Laurea non si propone  di preparare  tecnici specialistici (giornalisti, registi, etc.), ma professionisti in grado di lavorare all’interno delle grandi emittenti (o creando, come oggi è possibile, imprese di comunicazione di limitate dimensioni) come ideatori di nuovi prodotti o format, ricercatori e analisti dei pubblici di riferimento (reali o possibili), product-manager che organizzano il lavoro dei diversi tipi di professionalità che concorrono alla creazione di prodotti mediali che richiedono investimenti rilevanti di risorse umane ed economiche, addetti alla promozione e pubblicità in questo particolare settore, etc.

Un primo versante, in rapida espansione, riguarda le imprese di comunicazione: quelle che producono giornali, riviste, news, spettacoli, pubblicità, palinsesti televisivi, eventi, mostre, etc. o che si occupano di nuovi media e di multimedialità.

In un’area tanto fluida e in costante evoluzione occorrono manager “culturalmente attrezzati” per gestire un “prodotto” diverso e complesso nei settori della comunicazione, informazione e spettacolo. Professionisti in grado di progettare e realizzare prodotti raccordandoli con le attese del pubblico dei media: inventare format, definire palinsesti, analizzare le audiences e capire le ragioni del successo e dell’insuccesso di un film o di uno sceneggiato.


La cultura e le competenze che vengono acquisite dai nostri studenti nell’arco del triennio aprono a professioni sia nell’ambito delle Aziende e delle Imprese pubbliche e private che operano nel settore dei media o che questi utilizzano, sia nell’ambito delle Istituzioni e Associazioni.
Ma anche professionalità che sono legate all'ambito della Comunicazione e gestione strategica d’impresa in grado di cogliere le aspettative di clienti, consumatori e partner, e di costruire con loro una comunicazione in grado di realizzare (e mantenere) un’immagine positiva e una relazione solida e durevole.


È ormai riconosciuto che se per “fare” un prodotto occorrono tecnicalities, per “venderlo”, cioè per renderlo interessante rispetto ai molti competitors che si trovano sul mercato, occorre valorizzarlo attraverso la comunicazione.

È lo studio del branding, ovvero la trasformazione del prodotto in un mondo simbolico, e desiderabile.


Su un ulteriore versante, quello delle istituzioni, delle associazioni e dei partiti, diventa sempre più necessario ottenere il consenso dei cittadini-clienti. Non a caso sono nati gli URP (Uffici Relazioni con il Pubblico) e gli uffici di comunicazione con i cittadini presso tutte le realtà amministrative e di servizio (per es. gli ospedali).