#GRANTWINNERS: uno studio UniSR indagherà i meccanismi della fragilità nell’anziano

10 ottobre 2019

“Obiettivo del nostro studio sarà indagare i meccanismi di base della fragilità nell’anziano: scopo ultimo sarà individuare i segnali e i campanelli d’allarme che precedono la fragilità per poter intervenire tempestivamente, e consentire ai nostri anziani di condurre una vecchiaia più serena”. Il bando Cariplo “Ricerca biomedica sulle malattie legate all’invecchiamento sostiene progetti di ricerca volti alla comprensione dei meccanismi biologici e fisiopatologici alla base della fragilità nell’anziano e alla validazione di nuovi studi che consentano di prevenire o limitare gli effetti deleteri di questa condizione. Vincitore 2018 per UniSR è il Dott. Simone Cenci, medico geriatra e ricercatore, Capo dell’Unità “Malattie dell’Invecchiamento, che si è aggiudicato un finanziamento per il progetto “An unprecedented control of mitochondrial function by the pro‐longevity adapter p62: mechanisms and role in aging and frailty”. In questa intervista ci raccontano il loro progetto il Dott.  Cenci e il Prof. Luigi Gennari, Professore di Medicina Interna presso l’Università degli Studi di Siena e partner del progetto vincitore.

LA FRAGILITÀ NELL’ANZIANO

Con l’invecchiamento si assiste alla riduzione della funzionalità di organi e apparati che espongono l’individuo ad un maggior rischio di malattia. Quando l’organismo si trova in una condizione di vulnerabilità che lo rende instabile di fronte ad eventi negativi si parla di “fragilità”.

Spiega il Dott. Cenci:

“L’“anziano fragile” è colui che sperimenta una precaria stabilità delle proprie condizioni cliniche con l’elevato rischio di complicanze a cascata; la fragilità è una sindrome complessa, data dalla somma di tante patologie che coinvolgono diversi aspetti dell’individuo (fisici, psichici, sociali) che ne alterano la qualità della vita. Obiettivo del nostro studio sarà indagare i meccanismi di base della fragilità: useremo come “modello” i pazienti affetti da sindrome di Paget, per poi estendere i nostri risultati allo studio di altri pazienti geriatrici. Lo scopo ultimo sarà individuare i segnali e i campanelli d’allarme che precedono la fragilità per poter intervenire tempestivamente, e consentire ai nostri anziani di condurre una vecchiaia più serena”.

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