18 febbraio, giornata mondiale della Sindrome di Asperger: intervista alla Prof.ssa Ogliari

13 febbraio 2019

Il 18 febbraio 1906 nasceva a Vienna Hans Asperger, il pediatra austriaco che nel 1944 per primo descrisse una condizione dello sviluppo caratterizzata da bizzaria, goffaggine motoria, difficoltà nelle relazioni sociali, interessi limitati e ripetitività del comportamento: sono queste alcune caratteristiche di quella che, proprio in suo onore, prende il nome di Sindrome di Asperger.

In occasione della ricorrenza della sua nascita, il 18 Febbraio è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger. Cos’è questa sindrome? Come si riconosce? Come si può trattare? Ne abbiamo parlato con la Prof.ssa Anna Ogliari, Associato di Psicologia Clinica presso UniSR, Medico, Specialista in Psicologia clinica e Psicoterapeuta presso il Servizio di Psicopatologia dello sviluppo, nonché Delegata Rettorale per le Disabilità.

Prof.ssa Ogliari, che cos’è la Sindrome di Asperger?

Il nuovo Manuale diagnostico statistico del Disturbi Mentali (DSM 5) pubblicato nel 2014 ha assimilato la sindrome di Asperger ai Disturbi dello Spettro autistico, categoria diagnostica in cui ricade ora la sindrome. Ma andiamo con ordine e proviamo a descriverne un quadro clinico e alcune caratteristiche salienti, piuttosto che entrare nella difficile diatriba della classificazione diagnostica.Innanzitutto la sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo che appare fin dalle prime fasi di sviluppo del soggetto e ha delle caratteristiche specifiche che possono apparire come fortemente invalidanti o sfumate a seconda della gravità del quadro clinico.

La notizia continua sul nostro blog #UniScienzaeRicerca

Ti potrebbero anche interessare