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Estate in viaggio: come affrontare la cinetosi, la “malattia da movimento”

01 luglio 2019
Curiosiscienza

Estate, tempo di vacanze e per molti anche tempo di partenze. Auto, nave, treno, aereo…in alcuni soggetti, gli spostamenti su mezzi di trasporto sono un serio problema a causa della “malattia da movimento”, più propriamente chiamata cinetosi. Da cosa dipende? Come si manifesta? Come si può trattare? Ne abbiamo parlato con il Dott. Roberto Teggi, specialista in Otoneurologia presso l’Ospedale San Raffaele e Docente presso la Facoltà di Medicina UniSR.

Dott. Teggi, la cinetosi è un malessere è abbastanza diffuso? Quante persone colpisce?

La cinetosi è un disturbo comune, che interessa una percentuale compresa tra il 13% ed il 28% della popolazione; il 7% delle persone che effettua una crociera in nave è stato riportato soffrire di mal di mare con nausea e vomito. Le donne soffrono di tale disturbo in percentuale più elevata, mentre i bambini sotto i 2 anni di età sembrano esserne immuni.

Quali sensazioni provoca questo disturbo?

La sintomatologia è caratterizzata da pallore, affaticamento, sbadigli, sudore freddo a volte seguiti da nausea ed in alcuni casi vomito provocati da viaggi con mezzi di trasporto quali auto o nave.

Da cosa dipende?

La teoria attualmente più diffusa prevede che la cinetosi dipenda da un “conflitto neurosensoriale”. Per muoverci nello spazio attorno a noi, il nostro cervello utilizza informazioni da 3 distretti sensoriali:

  • la vista
  • la propriocezione (ad esempio la pressione che i nostri piedi esercitano sul pavimento, la quale ci informa in quale posizione siamo)
  • il vestibolo.

Quest’ultimo organo di senso, posto nell’orecchio interno, è un recettore del movimento, delle accelerazioni della nostra testa e della gravità a cui siamo sottoposti. La cinetosi può insorgere quando le informazioni tra due di questi organi di senso non sono univoche (esiste cioè un conflitto tra di esse).

Un esempio tipico è quello di una persona che legga mentre è seduto sul sedile posteriore dell’auto; in quella condizione gli occhi fissano un’immagine statica rispetto al proprio corpo (la pagina del libro che si muove consensualmente a noi) mentre il vestibolo informa il cervello che siamo sottoposti ad accelerazioni e che ci stiamo muovendo. Per questa ragione è più difficile che il guidatore dell’auto, i cui occhi sono fissi sul mondo esterno, soffra di cinetosi. Un meccanismo analogo è quello di una persona sottoposta ad accelerazioni su una barca, nella quale tutti gli oggetti che ci circondano si muovono consensualmente a noi.

Esiste una suscettibilità individuale al disturbo, più comune nelle persone emicraniche, e la cinetosi in età pediatrica è considerata uno dei precursori di emicrania in età adulta. Secondo molti, la sintomatologia che caratterizza la cinetosi dipende dall’intensità dello stimolo acceleratorio a cui siamo sottoposti ed una accelerazione sufficientemente violenta può provocare la sintomatologia nella maggior parte degli individui; è probabilmente quello che sperimentano i piloti di jet militari, i quali nonostante gli allenamenti a cui sono sottoposti, ai primi voli riportano nausea e/o vomito.

Quali sono possibili trattamenti o rimedi?

Esistono trattamenti farmacologici per ridurre il disturbo, con farmaci sintomatici quali calcio antagonisti o dimenidrinato (un farmaco antistaminico utilizzato in forma di compresse, supposte o gomme da masticare). Spesso le sole norme comportamentali possono ridurre il fastidio; tra queste viene suggerito di sedersi sul sedile anteriore e guardare davanti a sé, mangiare in modo limitato cibi solidi quali crackers o banane prima o durante il tragitto.

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