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Estate in viaggio: come affrontare la cinetosi, la “malattia da movimento”

25 giugno 2020
Curiosiscienza

Estate, tempo di vacanze e per molti anche tempo di partenze. Auto, nave, treno, aereo…in alcuni soggetti, gli spostamenti su mezzi di trasporto sono un serio problema a causa della “malattia da movimento”, più propriamente chiamata cinetosi. Da cosa dipende? Come si manifesta? Come si può trattare? Ne abbiamo parlato con il Dott. Roberto Teggi, specialista in Otoneurologia e consulente divisionale presso l’Unità di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale San Raffaele.

 

 

Dott. Teggi, la cinetosi è un malessere è abbastanza diffuso? Quante persone colpisce?

La cinetosi è un disturbo comune, che interessa una percentuale compresa tra il 13% ed il 28% della popolazione; il 7% delle persone che effettua una crociera in nave è stato riportato soffrire di mal di mare con nausea e vomito. Le donne soffrono di tale disturbo in percentuale più elevata, mentre i bambini sotto i 2 anni di età sembrano esserne immuni.

Quali sensazioni provoca questo disturbo? Da cosa dipende?

La sintomatologia è caratterizzata da pallore, affaticamento, sbadigli, sudore freddo a volte seguiti da nausea ed in alcuni casi vomito provocati da viaggi con mezzi di trasporto quali auto o nave.

La teoria attualmente più diffusa prevede che la cinetosi dipenda da un “conflitto neurosensoriale”. Per muoverci nello spazio attorno a noi, il nostro cervello utilizza informazioni da 3 distretti sensoriali:

  • la vista
  • la propriocezione (ad esempio la pressione che i nostri piedi esercitano sul pavimento, la quale ci informa in quale posizione siamo)
  • il vestibolo.

Quest’ultimo organo di senso, posto nell’orecchio interno, è un recettore del movimento, delle accelerazioni della nostra testa e della gravità a cui siamo sottoposti. La cinetosi può insorgere quando le informazioni tra due di questi organi di senso non sono univoche (esiste cioè un conflitto tra di esse).

Un esempio tipico è quello di una persona che legga mentre è seduto sul sedile posteriore dell’auto; in quella condizione gli occhi fissano un’immagine statica rispetto al proprio corpo (la pagina del libro che si muove consensualmente a noi) mentre il vestibolo informa il cervello che siamo sottoposti ad accelerazioni e che ci stiamo muovendo. Per questa ragione è più difficile che il guidatore dell’auto, i cui occhi sono fissi sul mondo esterno, soffra di cinetosi. Un meccanismo analogo è quello di una persona sottoposta ad accelerazioni su una barca, nella quale tutti gli oggetti che ci circondano si muovono consensualmente a noi.

Esiste una suscettibilità individuale al disturbo, più comune nelle persone emicraniche, e la cinetosi in età pediatrica è considerata uno dei precursori di emicrania in età adulta. Secondo molti, la sintomatologia che caratterizza la cinetosi dipende dall’intensità dello stimolo acceleratorio a cui siamo sottoposti ed una accelerazione sufficientemente violenta può provocare la sintomatologia nella maggior parte degli individui; è probabilmente quello che sperimentano i piloti di jet militari, i quali nonostante gli allenamenti a cui sono sottoposti, ai primi voli riportano nausea e/o vomito.

Quali sono possibili trattamenti o rimedi?

Esistono trattamenti farmacologici per ridurre il disturbo, con farmaci sintomatici quali calcio antagonisti o dimenidrinato (un farmaco antistaminico utilizzato in forma di compresse, supposte o gomme da masticare). Spesso le sole norme comportamentali possono ridurre il fastidio; tra queste viene suggerito di sedersi sul sedile anteriore e guardare davanti a sé, mangiare in modo limitato cibi solidi quali crackers o banane prima o durante il tragitto.

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