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Aula del futuro: il primo prototipo presentato nell’ambito del progetto “Igiene Insieme”

15 September 2022
The University

Multifunzionalità degli spazi, tecnologia, e sicurezza: alla scuola Primaria Collodi dell’Istituto Barozzi Beltrami di Rozzano presentato il primo prototipo di “Aula del Futuro” progettata da Stefano Boeri Interiors nell’ambito del progetto “Igiene Insieme”, di cui UniSR è partner scientifico

Un nuovo anno scolastico sta per iniziare e con esso è in arrivo una grande novità, in grado di introdurre un’importante innovazione negli spazi della scuola, inteso come luogo di formazione, apprendimento, socializzazione e incontro.

A questo proposito, è stato presentato presso la scuola Primaria Collodi dell’Istituto Barozzi Beltrami di Rozzano (MI), il primo prototipo di “Aula del Futuro” progettata da Stefano Boeri Interiors – studio internazionale fondato dagli architetti Stefano Boeri e Giorgio Donà nell’ambito del progetto “Igiene Insieme” di Napisan e grazie al contributo del Comune di Rozzano.

“Fare scuola” in modo innovativo e sicuro

In apertura all’incontro è intervenuto, in collegamento streaming, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

“Nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza – ricorda il Ministro – abbiamo lanciato un programma dedicato alle scuole nuove per ripensare il concetto di ambiente scolastico. È stata una grande operazione rimodulare cosa vuol dire essere a scuola oggi: un insieme di luoghi sicuri e in grado di sviluppare nuove relazioni e competenze”.

Per il Ministro bisogna “tornare a fare delle nostre scuole uno spazio di apertura e inclusione, credo che sia fondamentale per il nostro Paese”.

Credits: Marco Passaro/Fotogramma

“Quando abbiamo iniziato, ormai 3 anni fa, il viaggio di “Igiene Insieme” lo abbiamo fatto con un profondo senso di responsabilità, che ci ha portati ad intervenire con il nostro brand Napisan al fianco del mondo della scuola, in forte difficoltà a causa della pandemia” ha dichiarato Ferran Rousaud, AD Reckitt Hygiene Italia.

“Quest’aula è un dono, oltre che un auspicio. Per i bambini che la potranno usare, ma anche per il futuro della scuola in generale. Speriamo che il nostro percorso di soggetto privato al servizio della comunità possa essere d’ispirazione per tanti e speriamo che questo progetto possa contribuire a rendere sempre più moderno e innovativo il luogo dove le future generazioni crescono e si formano” ha concluso Rousaud.

La struttura dell’“Aula del Futuro”

La sfida di Stefano Boeri Interiors consiste nel ragionare su modelli di ambienti educativi che permettano la sperimentazione di uno spettro variegato di formati didattici e l’apertura della scuola ad attività diverse anche nelle ore extra scolastiche. La luce, i colori, la tecnologia e gli arredi sono tra i protagonisti di questo nuovo modo di pensare i confini dell’apprendimento: spazi flessibili che cambiano e si adattano ad ogni esigenza, ricreando ogni volta il layout adatto allo specifico momento della giornata: lavoro a piccoli gruppi, lezione frontale, didattica informale, ecc. Un approccio progettuale utile anche per stimolare dei processi metacognitivi, dove lo studente è stimolato ad una riflessione autonoma sui propri processi di apprendimento. Una scuola libera ed aperta ad ogni forma di apprendimento, al servizio della socialità e della comunità intera.

Credits: L’aula del futuro 220902, Napisan/Boeri Interiors. Giorgio de Vecchi/Giulia di Lenarda - gerdastudio

L’aula è inoltre dotata di sistemi tecnologici avanzati e studiati per migliorare la qualità della didattica a distanza, nonché la qualità dell’ambiente stesso, elemento fondante che concorre al miglioramento dei processi di apprendimento e di appartenenza. Educazione all’igiene, adattabilità a possibili richieste di “distanziamento”, dispositivi di pulizia dell’aria, attività di pulizia ordinarie e ricerca di materiali lavabili e antibatterici, sono temi cardine per una ripartenza consapevole e per ripensare il concetto di igiene e inquinamento indoor.

Credits: Marco Passaro/Fotogramma

Igiene Insieme: insegnare le buone pratiche di igiene a scuola per prevenire le infezioni

Il progetto “Igiene Insieme”, giunto quest’anno alla sua terza edizione, è un’iniziativa di Napisan sviluppata con partner di eccellenza come l’Università Vita-Salute San Raffaele, BVA Doxa e La Fabbrica, rivolta alle scuole d’infanzia e primarie per diffondere l’insegnamento delle buone pratiche di igiene tra i più piccoli e rendere la scuola un luogo dove tornare a imparare e divertirsi in sicurezza.

Negli anni “Igiene Insieme” è arrivato a coinvolgere oltre 10.000 scuole su tutto il territorio nazionale ha donato loro prodotti per l’igienizzazione di mani e superfici, oltre a materiali educativi e formativi per studenti e docenti.

Dichiara il Prof. Carlo Signorelli, Ordinario di Igiene e Direttore della Scuola di Specializzazione di Igiene e Medicina Preventiva UniSR:

“La pandemia da Covid-19 ha fatto sì che i canoni di igiene siano entrati come mai prima nella nostra quotidianità. Non solo gli adulti sono stati investiti da questa necessità, divenuta urgente e imprescindibile durante l’emergenza sanitaria, ma anche i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole. In questo contesto il progetto ‘Igiene insieme’ di Napisan è stato cruciale per veicolare ai più piccoli gli importanti concetti riguardanti l’educazione sanitaria”.

La corretta igiene delle mani, composta da lavaggio accurato e igienizzazione, la sanificazione degli ambienti e delle superfici, il ricambio d’aria (naturale o meccanico) e il rispetto delle distanze sono accortezze importanti che i bambini hanno appreso nel corso degli ultimi due anni. È un traguardo notevole perché l’educazione rappresenta il primo tassello della prevenzione.

L’aula del futuro presentata oggi rappresenta un primo prototipo ma dà anche un segnale importante ad un Paese in cui l’edilizia scolastica lascia spesso a desiderare. Un ambiente confortevole, sicuro, ampio e tecnologico, come quello dell’aula progettata da Stefano Boeri Interiors, permette di ridurre notevolmente il rischio di trasmissione di malattie che si diffondono per via aerea”.

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