Interfaculty centre for gender studies

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Ricerca

Persone e corpi

La conoscenza del mondo che ci circonda si organizza e struttura a partire dalla nostra esperienza corporea. Quest’ultima a sua volta ci informa circa la nostra identità personale. Scopo di questa linea di ricerca è indagare il ruolo che il genere gioca nella costituzione dell’identità personale.  Nello specifico, ci interroghiamo su:

  1. Come il nostro corpo dà forma alla nostra soggettività e se tale ruolo strutturante sia modulato dalle differenze di genere
  2. Come possiamo cogliere le esperienze degli altri (i cosiddetti atti di empatia, simpatia e più in generale di cognizione sociale) tramite le loro espressioni corporee e quale sia il ruolo del genere in tale fenomeno
  3. Come il genere influenzi l’intenzionalità inter-soggettiva e quali siano le implicazioni morali della cognizione sociale

Queste tematiche vengono affrontate con particolare attenzione all’approccio in prima persona e al metodo fenomenologico a partire dall’analisi delle esperienze e delle attività sensori-motorie, passando attraverso l’analisi degli stati psicologici (affettivi e cognitivi), per finire con gli atti e la vita personale propriamente intesi.

Differenze biologiche e comportamentali genere-specifiche influenzano l’epidemiologia e la fisiopatologia di un ampio spettro di malattie. Da queste evidenze nasce la medicina di genere che considera gli aspetti biologici e socio-culturali legati al sesso per fornire un’ottimale assistenza sanitaria e garantire la salute pubblica. Inoltre è ben dimostrato che molti farmaci hanno proprietà farmacocinetiche/ farmacodinamiche e meccanismi d’azione diversi nei due generi, influenzando quindi la loro efficacia, la tollerabilità e gli effetti collaterali.

 

Salute e cura

Il nostro obiettivo è quello di studiare:

  1. l’impatto delle variabili sesso e genere nella ricerca scientifica al fine di spiegare la variabilità dei fenomeni biologici e dei meccanismi di malattia relati
  2. la rilevanza clinica e socio-culturale della salute sessuale come specchio di salute generale
  3. i casi di disordini di sviluppo sessuale in cui l’auto-attribuzione del genere non corrisponde al sesso biologico
  4. l’influenza di variabili relative al genere nelle cure infermieristiche
  5. lo sviluppo evolutivo dei tratti di genere nonché la loro comparsa iniziale
  6. le differenze comportamentali e neurofunzionali legate al genere mediante tecniche avanzate di neuroimmagine
  7. le diverse espressioni cliniche e le risposte farmacologiche legate al genere nelle malattie neurologiche e psichiatriche
  8. le differenze di genere nel metabolismo del ferro in relazione ai processi di neurodegenerazione
  9. l’efficacia della terapia della luce e la privazione del sonno come terapie non farmacologiche dei pazienti depressi.

 

Diritti, politiche e giustizia

Il tema dell’eguaglianza di genere ha preso sempre più piede sia nel dibattito pubblico sia in quello scientifico sia in quello filosofico. Ciononostante, le società contemporanee sono ben lungi dall’aver raggiunto l’eguaglianza di genere, anzi alcuni correttivi sono ancora necessari per renderla effettiva. Nell’ambito di questa linea di ricerca, si approfondiranno le ragioni dell’ineguaglianza e dell’ingiustizia in modo da affrontare il tema dell’uguaglianza di genere non solo da una prospettiva teorica, ma anche da un punto di vista pratico. Gli strumenti teorici offerti dalla teoria politica troveranno un confronto con la realtà dei fatti politici secondo i principi e i metodi dell’etica pubblica. Particolare attenzione è dedicata al tema della dipendenza e della vulnerabilità. Intento è integrare le teorie della giustizia, nelle quali la dignità personale è strettamente legata all’indipendenza, con la riflessione sull’autonomia relazionale, per cui giustizia e cura non sono nozioni antitetiche ma si intersecano nello sforzo di tutelare la dignità delle persone che dipendono da altre. Invece di vedere la cura come un limite, la considereremo come una risorsa alla base di una visione della società che sia in grado di rendere conto delle inevitabili relazioni di dipendenza tra “diseguali”.

 

Linguaggio, identità di genere e realtà sociale

Le nostre ricerche si focalizzano sul tema dell’identità di genere, intesa come costrutto sociale che, come accade per altre entità sociali, è creato e mantenuto in essere tramite atti linguistici, intenzionalità collettiva e pratiche sociali.

In questa prospettiva merita particolare attenzione il linguaggio d’odio come atto linguistico che veicola e mantiene in essere – se non addirittura rinforza – stereotipi e pregiudizi sociali; un corollario di questa linea di ricerca è la riflessione sull’opportunità di una regolamentazione del linguaggio d’odio.

È necessaria inoltre un’analisi degli stereotipi sociali allo scopo di comprenderne la natura e l’eventuale utilità, il legame con la discriminazione e con i pregiudizi sociali, il carattere innato o esclusivamente sociale delle differenze di genere.

 

Carriera, potere e autorità

Le donne non vengono pagate quanto i loro colleghi maschi, hanno difficilmente le stesse possibilità di raggiungere posizioni apicali sul lavoro e sono spesso discriminate sul posto di lavoro. Inoltre, gli uomini sono spesso considerati più potenti e autorevoli delle donne persino quando quelli hanno lo stesso ruolo di queste. Ciò può dipendere in parte anche dalla differenza di stile nel gestire la leadership. Il concetto comune di leadership si basa su una serie di caratteristiche concepite come mascoline – come l’assertività, per fornire solo un esempio. Le donne spesso, ma non sempre, utilizzano uno stile di leadership diverso.

Il nostro primo scopo è quello di indagare tale apparente differenza per verificare se essa sia reale oppure no e per comprendere che cosa essa eventualmente implichi. Se tale differenza dovesse risultare effettiva, cercheremmo anche di elaborare dei modi per avere un impatto sociale sulle persone.

Per quanto concerne le difficoltà che le donne incontrano nelle loro carriere, per prima cosa, intendiamo raccogliere dei dati circa l’estensione di tali difficoltà – confrontando la presenza di uomini e donne in posizioni rilevanti a parità di anni di scolarità; in secondo luogo, vorremmo proporre dei modi per evitare questo bias e garantire l’eguaglianza di genere.

 

Donne nelle scienze e in filosofia

Come accade in ogni ambiente lavorativo, le donne sono sottorappresentate anche in ambito scientifico e filosofico, sebbene le statistiche mostrino che in molti ambiti ci sono più donne che ottengono la laurea o un dottorato.

Per prima cosa intendiamo raccogliere dei dati circa la differenza tra il numero delle persone che si laureano e il numero di persone che prosegue la carriera scientifica o filosofica. In secondo luogo, vorremmo capire perché sussiste tale differenza. Se le donne tendono ad abbandonare le scienze e la filosofia, dovremmo capire come mai ciò accade, ovvero dovremmo capire quali sono i fattori strutturali di tali settori che impediscono alle donne di proseguire nella loro carriera – dal momento che non si tratta di casi isolati deve esserci qualche fattore interno ai settori stessi. In terzo luogo, vorremmo proporre dei correttivi per evitare la sotto-rappresentazione delle donne nelle scienze e in filosofia. In quarto luogo, sebbene la storia della scienza e della filosofia spesso lo trascuri, molte donne sono state in effetti cruciali per diversi sviluppi e rivoluzioni in entrambi gli ambiti. Per questo motivo, intendiamo discutere queste figure sottolineando la loro rilevanza nel loro specifico settore, sia da un punto di vista storico sia da uno teorico.