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AID LOCK: il tatuaggio che salva la vita (a te e agli altri)

10 dicembre 2016
Curiosiscienza

Una delle maggiori sfide durante gli incidenti è di acquisire il massimo numero di informazioni nel più breve tempo possibile. Immaginate la scena di un grave incidente d’auto: tante persone coinvolte, volti irriconoscibili, non tutti gli incidentati possiedono un documento d’identità ed è comunque impossibile effettuare delle correlazioni certe tra il documento e la persona.

In queste circostanze non è pensabile perdere tempo prezioso in chiamate telefoniche per reperire dati urgenti di cui si ha immediato bisogno. Come fare ad avere informazioni sicure e soprattutto immediate, quando anche pochi minuti sono cruciali per salvare una vita?

Due giovani norvegesi hanno avuto un’idea brillante: AID LOCK.

I soggetti che si registrano al sito (www.aid-lock.com) ricevono un codice alfanumerico identificativo unico e personale, da portare sempre con sé. Come?

Si può scegliere tra tre opzioni:

  • Un piccolo e discreto tatuaggio, sul polso o sulla caviglia. La posizione del tatuaggio è obbligatoria, in modo che i soccorritori sappiano eventualmente dove trovarlo. Il file con il tatuaggio si scarica dal sito internet di AID LOCK e lo si porta al tatuatore. La grafica è standard e predefinita, ma si possono apportare delle piccole personalizzazioni scegliendo tra diversi “modelli”

 

  • Un semplice braccialetto da tenere al polso

 

  • Uno screensaver per telefoni cellulari, da salvare come schermata di blocco (in questo modo non viene violata la privacy dell’utente, perché non è necessario conoscere alcuna password né sbloccare il telefono per leggerlo)

Su AID LOCK è possibile memorizzare: nome e cognome, indirizzo, età, sesso, numero di telefono, numero di assicurazione, peso, altezza, se si è o meno donatore di organi, chi è il proprio parente più prossimo, gruppo sanguigno, allergie e intolleranze, le condizioni di salute, i farmaci che si assumono, chi è il proprio medico personale e dove esercita, un testo libero e la propria immagine del profilo.

Vi state chiedendo “Sì, ma chi può leggere le mie informazioni?”?

AID LOCK ha pensato anche a questo: l’accesso a questi dati sensibili è strettamente limitato a del personale medico-sanitario autorizzato, anch’esso utente della AID KEY app; inoltre, per un livello di sicurezza ancora maggiore, ogni iscritto riceve una notifica ogni volta che qualcuno cerca il suo codice sull’app.

I due giovani norvegesi sono i primi al mondo ad aver avuto e realizzato l’idea di usare tatuaggi nel contesto delle iniziative di promozione della salute: il tattoo, così come il braccialetto e il “lock screen”, sono un modo nuovo, semplice, immediato e sicuro di identificare le persone e ottenere le informazioni di primo soccorso.

Ma AID LOCK non permette soltanto di salvare repentinamente la vita ad un singolo soggetto, bensì aiuta anche le vite altrui.

Ad oggi un grande problema è la donazione di organi, in particolar modo il numero di donatori, ancora troppo basso rispetto al numero di richiedenti. Medici e ricercatori stanno studiando nuovi metodi per la conservazione degli organi da trapiantare per allungarne i tempi di sopravvivenza e garantire una maggiore disponibilità di organi. Nonostante queste tecniche innovative, il numero di donatori è ancora insufficiente a far fronte alla sempre maggior richiesta dei pazienti in lista d’attesa.

Quando si deve eseguire un trapianto è necessario agire con la massima rapidità, perché quando un organo viene prelevato da un individuo, le cellule che lo costituiscono non ricevono più l’ossigeno di cui hanno bisogno, e nel giro di qualche ora sopraggiunge la morte dell’organo stesso.

La donazione di organi e tessuti può avvenire soltanto se il defunto ha espresso in vita la volontà a diventare donatore: iscriversi a un registro donatori consentirebbe a AID LOCK di conoscere immediatamente le volontà del defunto e, nel caso abbia dato il proprio assenso, proseguire in maniera tempestiva con le procedure di donazione degli organi.

Abbiamo chiesto un parere al Dott. Roberto Faccincani, Chirurgo d’urgenza del Pronto Soccorso presso l’Ospedale San Raffaele, con una pluriennale esperienza nel campo della gestione di grandi emergenze, che così commenta: “Mi sembra che l’iniziativa sia estremamente interessante. La possibilità di avere facile accesso ad informazioni utili alla identificazione ed alla cura di una persona non in grado di fornirle personalmente in quanto colpita da un grave incidente è molto utile, in caso di evento singolo ed ancor più in caso di incidente multiplo o disastro”.

Continua: “Altrettanto sensata è l’idea di recuperare facilmente l’espressione della volontà di donare gli organi: questo ha l’indubbio vantaggio di rimettere al singolo una  decisione che spesso viene invece affidata ai congiunti, già in difficoltà per l’evento che ha colpito il loro caro, nonché di recuperare sempre un consenso in tempo utile, anche quando i congiunti siano magari difficilmente reperibili. Rimane da valutare la questione del rispetto della privacy, che deve ovviamente essere garantita in maniera scrupolosa. Cosa dire del tatuaggio? Ormai la pratica è ampiamente diffusa, forse anche un po’ abusata, soprattutto tra i giovani: potrebbe finalmente acquisire un significato di utilità personale e collettiva e non solamente estetico. Come non plaudire.

Per saperne di più su AID LOCK, visita il loro sito www.aid-lock.com.

Guarda il video di presentazione di AID LOCK: https://www.youtube.com/watch?v=Uv2XrnrzOV8

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