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Studio del sistema immunitario nell'ictus dell'anziano

20 novembre 2017
Premi e riconoscimenti

Innovativo, multidisciplinare e di grande interesse sociale: è dell’Università Vita-Salute San Raffaele uno dei progetti vincitori dei bandi 2015 “Ricerca biomedica condotta da giovani ricercatori” della Fondazione Cariplo. Coordinato dal Dott. Marco Bacigaluppi, neurologo e ricercatore presso l’Unità di Neuroimmunologia dell’Ospedale San Raffaele, il progetto ha l’obiettivo di studiare il ruolo del sistema immunitario nell’ischemia cerebrale dell’anziano.

Lictus ischemico – conosciuto anche come ischemia cerebrale o stroke– è una malattia che colpisce prevalentemente la popolazione anziana ed è una delle principali cause di morte” racconta la Dott.ssa Gullotta, studentessa di dottorato che lavora sul progetto. “Durante l’invecchiamento avvengono una serie di alterazioni che coinvolgono l’intero organismo, in particolare il sistema nervoso centrale, il sistema immunitario e il sistema cardio-vascolare. Per studiare l’ictus ischemico vengono utilizzati da molti anni i modelli animali, ma molti di questi studi sono stati condotti su una popolazione animale ‘giovane’, dunque non esattamente rappresentativa della complessità con la quale questa patologia si presenta nell’anziano.

Noi, invece, abbiamo voluto studiare l’effetto dellischemia cerebrale su un modello animale di invecchiamento che riproducesse tutte le alterazioni che sono fisiologicamente presenti durante la vecchiaia”. La fascia normalmente più colpita da ictus è, infatti, quella tra i 70 e 90 anni, durante la quale le persone colpite si riprendono con maggiore difficoltà. Proprio come avviene nell’uomo, anche nei modelli animali la disabilità dopo ischemia cerebrale aumenta con l’avanzare dell’età, e si assiste ad una peggior riperfusione del tessuto cerebrale. Questo significa che dopo l’ischemia si verificano alterazioni tali da impedire al flusso sanguigno di riprendere normalmente nonostante la rimozione dell’occlusione vascolare.

La risposta infiammatoria che si genera dopo l’ischemia in un individuo anziano è diversa da quella che avviene in un individuo giovane: abbiamo dunque ipotizzato che questo diverso comportamento della risposta infiammatoria potesse essere una delle cause principali del peggioramento dell’ischemia nell’anziano. Ed effettivamente durante i nostri studi ci siamo imbattuti, in maniera inaspettata, in una popolazione cellulare coinvolta in una risposta infiammatoria precoce dopo l’ischemia: i neutrofili. Grazie a questo progetto abbiamo osservato unelevata quantità di neutrofili circolanti in seguito allictus. Uno dei prossimi obiettivi sarà approfondire il ruolo di questa popolazione nella patologia”.

Questi risultati valgono solo per i modelli sperimentali? Il Dott. Bacigaluppi precisa: “Da qualche anno abbiamo iniziato anche a raccogliere campioni di sangue da pazienti affetti da ischemia cerebrale per condurre analisi sulle cellule infiammatorie. Speriamo di avere presto qualche risultato incoraggiante che possa far luce su meccanismi importanti e complessi”.

Conclude la Dott.ssa Erica Butti, responsabile della comunicazione di questo progetto: “Si tratta di uno studio complesso che ha richiesto le competenze di vari esperti: la facilità di collaborazione tra professionisti di ambiti diversi è il punto di forza del lavorare in una struttura come la nostra.

Parte del gruppo di Neuroimmunologia diretto dal Prof. Gianvito Martino (in piedi, terzo da destra). La Dott.ssa Gullotta è in piedi, la prima da sinistra; alla sua sinistra, il Dott. Bacigaluppi; la Dott.ssa Butti è al centro della foto, in piedi sulla destra.

Per questo progetto la Dott.ssa Gullotta, che da 2 anni lavora a queste ricerche, è stata insignita di due importanti riconoscimenti (di cui abbiamo parlato in questa notizia): l’Associazione Italiana di Neuroimmunologia (AINI) ha premiato il suo intervento scientifico al congresso Nazionale sia con il premio Marco Vergelli che come ‘Best Oral Presentation’.

Lo studio si svolge in collaborazione con il laboratorio diretto dal Prof. Antonio Uccelli, Direttore del Centro di Eccellenza per lo studio dei meccanismi molecolari di comunicazione tra cellule (CEBR) presso l’Università degli Studi di Genova che, insieme all’Unità di Neuroimmunologia diretta dal Prof. Gianvito Martino, sta esplorando le alterazioni del midollo osseo che avvengono con l’invecchiamento.

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