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Sclerosi Multipla: al San Raffaele primo studio clinico al mondo con staminali neurali

07 giugno 2017
Attività di ricerca

Per la prima volta al mondo un paziente affetto da sclerosi multipla cronica in stadio avanzato ha ricevuto una terapia a base di cellule staminali neurali presso l’unità operativa di Neurologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano. La terapia in questione si chiama STEMS ed è frutto di oltre 10 anni di ricerca svolta dal gruppo del Prof. Gianvito Martino, Ordinario di Biologia Applicata presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Direttore Scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, mentre il Centro Sclerosi Multipla ha curato l’implementazione del protocollo clinico, sotto la direzione del Prof. Giancarlo Comi, Ordinario di Neurologia presso lo stesso Ateneo.

 

La STEMS consiste in un’infusione di cellule staminali neurali, cellule progenitrici in grado di specializzarsi in tutti i tipi di cellule nervose. Una puntura lombare immette le cellule direttamente nel liquido cerebrospinale, attraverso il quale possono raggiungere il cervello e il midollo spinale. Una volta raggiunto il loro sito d’azione, le staminali sono in grado di agire in senso terapeutico in modi diversi a seconda delle aree in cui vanno a operare e del tipo di danno che incontrano, orchestrando un’attività terapeutica sofisticata guidata dai segnali biochimici che il tessuto danneggiato invia loro. Dopo l’infusione i pazienti saranno tenuti sotto osservazione in ambito ospedaliero per un periodo di tempo limitato. Al termine di questo periodo potranno tornare a casa, verranno seguiti a stretto contatto per i primi 2 anni e poi in modo continuativo negli anni successivi.

 

Precisa il Prof. Martino: “È importante ricordare che l’obiettivo dello studio clinico, trattandosi del primo del suo genere, è testare sicurezza e tollerabilità del trattamento, non la sua efficacia. Per questo coinvolge pochi pazienti accuratamente selezionati”. Ed aggiunge il Prof. Comi: Questo primo trapianto con cellule staminali neurali costituisce un momento di importante sviluppo della terapia della sclerosi multipla, nella quale il San Raffaele è stato costantemente all’avanguardia nel mondo. L’obiettivo principale dello studio è necessariamente la sicurezza della procedura, costituendo però la premessa per una futura sperimentazione che fornisca anche indicazioni di efficacia. Un ringraziamento particolare va a tutta l’équipe clinica che, grazie all’alta competenza, ha reso possibile questo risultato”.

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