Lunedì 30 ottobre, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è tenuta al Palazzo del Quirinale l’annuale cerimonia dedicata a Fondazione AIRC, appuntamento che apre “I Giorni della Ricerca”, iniziativa che dal 1995 informa l’opinione pubblica sui più recenti progressi della ricerca oncologica, dalla prevenzione, diagnosi e cura del cancro, e coinvolge i cittadini alla donazione per sostenere le carriere dei giovani ricercatori e nuovi programmi scientifici.
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Presidente Andrea Sironi e il Direttore Scientifico Federico Caligaris Cappio di Fondazione AIRC, il Dottor Luca Boldrini, medico e ricercatore presso il Policlinico Gemelli di Roma, hanno presentato al Presidente Sergio Mattarella i risultati di un anno di lavoro per la prevenzione, la diagnosi e la cura del cancro. È stata sottolineata la complessità che caratterizza la ricerca oncologica e la necessità di rafforzare i finanziamenti per rispondere al crescente fabbisogno per quei progetti di eccellente qualità scientifica che, oggi, restano in parte esclusi dall’investimento pur rilevante di Fondazione AIRC: oltre 137 milioni di euro nel solo 2023 destinati a 6.000 ricercatori e ricercatrici al lavoro prevalentemente in istituzioni pubbliche.
“L’Italia ha una lunga storia di eccellenza nella ricerca scientifica ma, mentre altri Paesi europei hanno aumentato gli investimenti, nel nostro Paese investiamo ancora troppo poco” – ha dichiarato Andrea Sironi. “Dalla crisi del 2008 la spesa pubblica in ricerca e sviluppo ha subito una costante riduzione ed è scesa allo 0,55% del PIL per risalire solo negli ultimi tre anni allo 0,65%. Sommando la spesa privata a quella pubblica si arriva a 1,46% del PIL, un valore molto inferiore a quello delle principali economie dell’Unione Europea (Francia al 2,45%, Germania sopra al 3%). A fronte di questi dati, la comunità scientifica italiana si trova a fronteggiare una situazione complessa che mette a rischio la capacità del Paese di competere globalmente e di attrarre e trattenere i giovani più capaci e promettenti, quei giovani che noi stessi formiamo nelle nostre università con investimenti significativi. Occorre investire per invertire questa tendenza dal momento che il cancro resta un’emergenza nazionale e la ricerca scientifica è l’unica vera arma che abbiamo per combattere il cancro al fianco della prevenzione e della diagnosi precoce. Un impegno per il quale AIRC intende fare la sua parte in sinergia con il governo, le istituzioni accademiche e le imprese”.