15 Marzo, Giornata dei Disturbi Alimentari: intervista doppia agli esperti

11 marzo 2019

Alterazione delle abitudini alimentari, marcata preoccupazione per il peso corporeo e per le forme corporee: queste le caratteristiche principali dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Il 15 marzo è la Giornata del Fiocchetto Lilla, istituita per sensibilizzare le persone sui disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Un disturbo del comportamento alimentare cambia completamente la vita di chi ne soffre, ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali: tutto infatti sembra ruotare intorno al cibo e alla percezione corporea. Tali pensieri sono presenti costantemente nel corso della giornata, non solo a tavola: la loro intensità e intrusività, assumendo la forma di una vera e propria ossessione, rende quasi impossibile terminare un compito scolastico o completare un impegno lavorativo.

A che età si manifestano questi disturbi? Da cosa sono causati? Quali sono i segnali che non vanno ignorati? E come si può aiutare chi ne soffre? Su UniScienza&Ricerca ne abbiamo parlato in quest’intervista doppia con il Dott. Stefano Erzegovesi, Medico psichiatra e nutrizionista, coordinatore delle attività cliniche e di ricerca al Centro per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Raffaele, e la Prof.ssa Anna Ogliari, Medico, Associato di Psicologia Clinica presso UniSR, Specialista in Psicologia clinica e Psicoterapeuta presso il Servizio di Psicopatologia dello sviluppo.

 

A che età si manifestano i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA)?

S. E. L’Anoressia (AN) e la Bulimia Nervosa (BN) colpiscono soprattutto l’età adolescenziale (tra i 15 ed i 25 anni). Negli ultimi anni, si vedono più spesso persone con età ancor più giovane (12-14 anni), che richiedono una cura particolarmente tempestiva. Il Disturbo da Binge Eating (BED), ovvero disturbo da alimentazione incontrollata, colpisce invece le persone più adulte (tra i 35 ed i 50 anni).

A. O. L’età di insorgenza dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) si colloca nell’adolescenza, ma sono sempre più frequenti esordi precoci (prima dei 13 anni). I dati raccontano di stime di prevalenza che si assestano tra lo 0,2 (anoressia) e il 3% (bulimia) nelle fasce di popolazione pediatrica. I piccoli in età pediatrica hanno spesso una marcata difficoltà a riconoscere di avere un problema col cibo, tanto da compromettere talvolta la presa in carico e il trattamento.

 

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