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Giammarco De Mattia, studente UniSR, selezionato per il prestigioso “Roche Continents 2019” a Salisburgo

19 febbraio 2020
Premi e riconoscimenti

100 studenti delle più prestigiose Università europee riuniti a Salisburgo per una settimana: per l’Università Vita-Salute San Raffaele è stato selezionato Giammarco De Mattia, studente al 5° anno del nostro International MD Program (e già tra i nostri #TalentiUniSR)

Ideato nel 2007 dalla nota casa farmaceutica Hoffmann – La Roche, il progetto Roche Continents consente a 100 giovani studenti (70 di discipline scientifiche e 30 di ambito artistico) di confrontarsi su temi trasversali quali scienza, arte e società, con il comune denominatore della creatività, inserito nella cornice del Festival di Salisburgo. Annualmente, Roche richiede alle migliori Università Europee di segnalare uno studente che sia particolarmente meritevole per il proprio talento spiccato in ambito sia scientifico sia artistico. Giammarco infatti è che musicista, e dal 2017 è organizzatore di UniSR IoCiSuono, il Festival Musicale della nostra Università. Inoltre, per alcuni anni ha partecipato a un progetto musicale coordinato da Lucio Fabbri, violinista della Premiata Forneria Marconi (PFM). A Giugno 2019 con loro ha preso parte ad una sessione di registrazione nei prestigiosi Abbey Road Recording Studios di Londra.

La 13esima edizione del Roche Continents è stata la più eterogenea, con 100 studenti di 29 differenti nazionalità. Il densissimo programma ha alternato momenti dedicati alla scienza ad incontri artistici a vari livelli. Racconta Giammarco:

“Ho partecipato a tanti talk scientifici che trattavano il modo in cui la genetica e la genomica possono essere impiegate nel campo dell’industria farmaceutica: sarebbe infatti rivoluzionario sintetizzare farmaci più efficaci in riferimento alle sequenze di DNA dei pazienti. Per quanto riguarda l’aspetto artistico, un’esperienza straordinaria è stata assistere alla prima della “Salomè” di Strauss al Felsenreitschule, una delle venues più importanti del prestigioso Festival di Salisburgo”.

Estremamente interessante e costruttiva è stata la Rotating dinner, durante la quale i partecipanti hanno potuto dialogare e scambiare opinioni con importanti ospiti, tra i quali il CEO di Genomics England, vari ricercatori della Roche e la direttrice artistica del Festival di Salisburgo. Tra discussioni relative ad arte e ricerca, creatività e medicina, la serata ha rappresentato terreno fertile per stimolare ascolto e confronto con diverse realtà.

Roche Continents” è stata arricchente anche da un punto di vista umano. Non mi era mai capitato di conoscere in una volta sola così tante persone talentuose, competenti ed entusiaste. Al termine di questa esperienza sento di aver instaurato legami di vera amicizia e stima reciproca con i miei colleghi. Ricordo in particolare una jam session avvenuta una sera dopo i talk scientifici, durante la quale io ed un collega e studente di medicina israeliano abbiamo improvvisato a lungo diversi generi!  Per me, da sempre appassionato di musica rock degli anni 60-70, è stata anche una sorprendente apertura verso la  cultura musicale orientale”.

Al momento dell’iscrizione, a completamento della sua candidatura, Giammarco ha realizzato la cover di “’39”, una canzone che fa riferimento alla teoria della relatività di Einstein, scritta e cantata da Brian May: “Il chitarrista dei Queen è uno dei personaggi a cui mi ispiro maggiormente, perché – in quanto musicista e dottore in astrofisica – è un grandioso esempio di come si possano combinare brillantemente arte e scienza nella propria vita”.

Rivolgendosi ai futuri candidati conclude:

“I miei genitori sono musicisti e sono cresciuto con la musica, che ho continuato a coltivare anche durante i miei studi di medicina. L’esperienza del Roche Continents è stata assolutamente unica perché mi ha dato la possibilità di unire i due aspetti che caratterizzano la mia formazione: quello scientifico e quello artistico. Se dovessi dare un consiglio a uno studente interessato a partecipare, direi di non avere dubbi e di mettercela tutta, perché si tratta di un’esperienza da non perdere. A tal proposito, devo profonda gratitudine al Prof. Michael John, docente di Comunicazione clinica in lingua inglese, storia della medicina e bioetica, nonché musicista egli stesso, che mi ha segnalato questa preziosa iniziativa e mi ha guidato e supportato con fiducia ed entusiasmo nel processo della selezione”.

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