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Le reazioni psicologiche indotte dall’isolamento sociale

31 marzo 2020
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Il protrarsi della quarantena, indispensabile per la tutela della salute di tutti, pone numerose sfide da un punto di vista psicologico. Ci ritroviamo costretti a rinunciare alla routine quotidiana e a vivere separati, proprio nel momento in cui pericolo e incertezza attivano con forza il bisogno dell’altro. Come si evolvono i rapporti sociali in questo tempo di crisi? Come sono – e verranno – influenzati i nostri rapporti interpersonali? Proponiamo una interessante riflessione sul tema a cura della Prof.ssa Valentina Di Mattei, Associato di Psicologia Dinamica in UniSR, Specialista in Psicologia Clinica e ricercatrice.

 

Una recente review pubblicata da The Lancet sull’impatto psicologico della quarantena richiama l’attenzione sulle significative reazioni psicologiche indotte dall’isolamento sociale: dall’aumento del livello di distress psicologico, all’insorgenza di sentimenti di paura, disorientamento, rabbia, svuotamento emotivo e rassegnazione. In alcuni casi si evidenzia anche lo sviluppo di veri e propri quadri psicopatologici, caratterizzati prevalentemente da sintomatologia ansiosa, depressiva e disturbi del sonno. Gli studi evidenziano la presenza di due categorie particolarmente a rischio di sviluppare sequele psicologiche di rilievo: gli operatori sanitari (che vivono il doppio stress del lavoro ‘pericoloso’ e della quarantena a casa) e i pazienti psichiatrici. In generale, tutti i soggetti con pregresse fragilità psichiche sembrano essere particolarmente esposti.

Gli antidoti contro la paura

Diversi sono i comportamenti che possono attualmente fare da antidoto alla paura e all’isolamento sociale:

  1. ricercare informazioni chiare e fondate rispetto alla natura del virus, ai possibili rischi e alle misure di sicurezza da attuare;
  2. utilizzare gli strumenti tecnologici al fine di preservare, se possibile, la propria attività lavorativa e tenere vivo il contatto con i propri cari e con la rete sociale allargata;
  3. pianificare momenti quotidiani di svago, e, se possibile, di condivisione familiare, per alleggerire la tensione e lo stress;
  4. avere a disposizione contatti di servizi e specialisti in grado di offrire assistenza medica e psicologica in caso di necessità.

Inoltre, tenere a mente l’importanza delle ricadute altruistiche del proprio comportamento di isolamento ai fini della sicurezza dell’intera collettività, rappresenta un punto essenziale per preservare il senso di connessione col mondo e contenere il vissuto di solitudine.

Quando sarà conclusa l’emergenza

Una volta conclusa l’emergenza, quali effetti avrà la quarantena sui nostri rapporti interpersonali? Alcuni studi mostrano che, anche tornati alla normalità, tenderemo a mantenere per alcuni mesi comportamenti analoghi a quelli adottati durante l’emergenza: un’eccessiva attenzione all’igiene, l’evitamento di persone che presentano sintomi associati a COVID-19 (ad es. che starnutiscono e tossiscono) e dei contatti sociali in posti chiusi o affollati.

Infine, molti di noi stanno usando le mascherine, soprattutto negli ospedali. Dovremo riabituarci ad un ritorno dell’espressione delle emozioni e della mimica facciale a pieno viso. Già Darwin aveva sottolineato l’importanza di quest’aspetto nelle relazioni interpersonali, senza poter prevedere che avremmo vissuto periodi in cui l’espressione dell’emotività, ostacolata da una mascherina, sarebbe stata affidata completamente ai nostri sguardi.

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