Fenomenologia e Scienze della Persona

Il Centro nasce dall’esperienza, consolidata nel dialogo, che contro questo scetticismo relativo ai fenomeni nessun argomento sia conclusivo. Nasce per testare l’ipotesi dalla quale è nata la fenomenologia, ma che ogni generazione deve riscoprire nel vivo della ricerca e dei dibattiti contemporanei: quello che occorre non è un argomento, per quanto complesso, ma una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire i rapporti fra apparenza e realtà.

Si sente oggi da più parti l’esigenza di affermare due principi, che aprono prospettive nuove, rispettivamente, in filosofia della mente e in ontologia analitica: che la nostra esperienza (e non solo quella sensoriale, ma anche quella che comprende la sensibilità affettiva, la cognizione sociale, l’intuizione strutturale) non è affatto riducibile a stati soggettivi o qualia, ma aperta al reale e al vero, e soltanto perciò anche fallibile. E che il fenomeno non è affatto l’epifenomeno di realtà più basilari, ma l’emergere delle proprietà essenziali della cosa: la musica è nella melodia più che nei suoni, l’acqua nel liquido dissetante più che nelle molecole, la persona più nella sua fioritura che nelle sue basi biologiche. Dunque l’identità delle cose è determinata, per così dire, a partire dalla loro faccia rivolta a noi. Ma queste due tesi sono i due pilastri del metodo filosofico cui Husserl diede il nome di fenomenologia.