Come rendere più leggibili le pagine Internet: lo svela uno studio in collaborazione con UniSR

10 settembre 2019

Uno studio dell’Università di Trento in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele, pubblicato sulla rivista Scientific Reports (del gruppo Nature), mostra come alcuni elementi in una pagina web possano fare la differenza ed elenca gli elementi utili per farsi leggere bene da tutti, anche da persone con dislessia.

Secondo il Global Digital Report 2019 i siti internet sono oggi oltre 1,7 miliardi. Le pagine internet disponibili in rete sono tra loro molto diverse: cambiano i colori delle scritte e dello sfondo, la grandezza e il tipo di carattere, l’impaginazione o la quantità di testo impiegato. Una grande flessibilità di aspetto che però non sempre aiuta l’utente a capire bene le informazioni, in aggiunta al fatto che leggere su un monitor o su un telefono può essere più faticoso che leggere su carta.

Come si fa a rendere le pagine web più leggibili? Come adattarne l’aspetto a diverse categorie di utenti facilitando l’accesso, ad esempio alle persone con dislessia?

Uno studio dell’Università di Trento, svolto in collaborazione con UniSR, ha identificato alcuni elementi che migliorano la leggibilità. Quattro quelli principali:

  • Grandezza del carattere – maggiore è il carattere, più il testo è leggibile.
  • Allineamento del testo a sinistra (non centrato o giustificato)
  • Utilizzo di intestazioni o titoletti che diano un’indicazione del contenuto del paragrafo
  • Ampiezza dell’interlinea – maggiore è l’interlinea, più il testo è leggibile.

Il gruppo di ricerca, coordinato dal Dott. Michele Scaltritti del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento e dal Dott. Simone Sulpizio, ricercatore UniSR presso la Facoltà di Psicologia e Centro di Neurolinguistica e Psicolinguistica, ha realizzato una serie di esperimenti coinvolgendo circa 80 partecipanti, adulti e ragazzi delle scuole medie. Tra loro, sia lettori tipici sia lettori con dislessia. Ai partecipanti è stato richiesto di leggere alcune pagine internet selezionate dal web, eterogenee per aspetto e per caratteristiche tipografiche. Durante la lettura sono stati registrati i loro movimenti oculari.

I risultati di questa analisi mostrano che diverse caratteristiche tipografiche influenzano la leggibilità dei testi. L’allineamento del testo a sinistra, l’utilizzo di intestazioni o l'uso di un font più grande sono elementi che, ad esempio, possono aiutare tutti i tipi di lettori. Altri elementi ancora – come il tipo di font utilizzato o l’uso di evidenziazioni come il grassetto o il corsivo – non risultano aver alcun impatto sulla leggibilità dei testi.

In generale lo studio indica che la semplice manipolazione di alcune caratteristiche dell’aspetto delle pagine internet – un’operazione semplice ed economica – può essere sufficiente per migliorare la leggibilità dei testi. Un miglioramento che è spesso riscontrabile in tipologie di lettori diverse: più o meno esperti, tipici o con dislessia.

Conclude il Dott. Sulpizio:

Ecco perché l’applicazione di tali migliorie può contribuire alla realizzazione di testi più inclusivi, più accessibili a tutti gli utenti. Le raccomandazioni contenute nello studio sono particolarmente utili a chi compila le linee guida per l’accessibilità dei contenuti web e a chi realizza testi digitali.

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