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#backtogether Vivere l’ambiente universitario a 360 gradi da casa: è stato possibile e stimolante!

25 agosto 2020
Ateneo

Vittoria, laureata lo scorso luglio in Filosofia del mondo contemporaneo, vivendo tutto i passaggi dell’ultimo semestre da casa, ci riporta tutti i momenti salienti di questo periodo che conferma essere stato complesso ma ricco di stimoli ed esperienze uniche. Anche lo stage è proseguito in smart-working facendole superare  l’insicurezza iniziale.

“Mai avrei pensato, come credo la stragrande maggioranza degli studenti, se non tutti, di chiudere così un percorso durato cinque anni, nel mio caso specifico, avendo io scelto questo ateneo e per la laurea triennale e per la laurea magistrale. Immaginavo un ultimo “secondo semestre” vissuto a pieno in università, nell’ambiente stimolante che sa essere la nostra università, grazie alle offerte formative che propone, ai servizi di cui dispone, alle attività che pensa e progetta su misura per noi studenti; mi immaginavo frequentare le ultime lezioni per poi concedermi ore in biblioteca tra studio e tesi. La prima reazione alla notizia che non avrei potuto vivere gli ultimi mesi in università così come avevo ipotizzato e sperato è stata di sconforto e insicurezza, un’insicurezza che però ha subito trovato pronta risposta e che di conseguenza non ha avuto modo di prendere il sopravvento. Il semestre ha ripreso con regolarità come fissato da calendario senza venir meno a quanto stabilito dagli orari pubblicati prima che l’emergenza ci costringesse a casa, appoggiandosi alla piattaforma Teams, garantendo e lezioni in diretta e la registrazione dell’intero corso qualora non fosse stato possibile partecipare ad ogni singola lezione.

Temevo di soffrire l’assenza della dimensione relazionale, di confronto, scambio e dibattitto, dimensione su cui sempre i docenti hanno posto l’accento negli anni: mi son dovuta ricredere, i docenti hanno infatti puntato su lezioni dinamiche, lasciando libero spazio a domande e tempi di confronto, proprio come sarebbe stato se fossimo stati in aula, durante un’usuale lezione frontale...

Certo, sicuramente diversa, ma non per questo necessariamente da meno, a seconda forse poi dell’indole di ciascuno di noi. La piattaforma, infatti, permette di inserirsi nella spiegazione sia semplicemente tramite l’uso di microfono sia usufruendo di una chat sempre attiva tra i membri del gruppo, docente e studenti insieme. La condivisione dello schermo ha permesso di seguire agevolmente la lezione e il materiale è stato comunque sempre caricato sull’apposita area in intranet, con tempistiche addirittura abbreviate, nell’intento di venirsi incontro e superare quelle seppur piccole difficoltà o scomodità che la distanza sociale ha imposto. Vivere l’ambiente universitario a 360 gradi da casa, in constante contatto con i docenti, tramite e-mail e colloqui individuali che la piattaforma Teams permette di organizzare, lezioni, seminari con relatori ospiti, l’accesso alle banche dati, lo scambio con le segreterie sempre attente, in particolar modo alla peculiare situazione di noi prossimi laureandi, la possibilità di procedere con lo stage in smart-working e tanti altri servizi ancora, è stato non solo possibile, ma stimolante, contrariamente a quanto l’insicurezza iniziale mi aveva portata a credere.”

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