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Le università non statali «trasformano risorse private in servizio pubblico»

10 marzo 2026
Ateneo

Il 10 marzo 2026, il Magnifico Rettore dell'Università Vita-Salute San Raffaele Prof. Enrico Gherlone, in qualità di coordinatore dei rettori delle università non statali per la riforma dell'accesso a medicina, è intervenuto presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati alla conferenza di presentazione della proposta normativa sull'accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria nelle università non statali legalmente riconosciute. L'iniziativa, promossa dagli onorevoli Gimmi Cangiano e Federico Mollicone, ha visto la partecipazione di un gruppo di atenei e ha messo al centro un principio che UniSR sostiene con convinzione: l'Italia ha bisogno di più medici, ma medici adeguatamente formati.

Accesso allargato, non indiscriminato

Il dibattito sull'accesso a Medicina non può ridursi a una questione puramente numerica. Come ha sottolineato alla Camera il Professor Gherlone, «aumentare il numero degli studenti è necessario, ma deve avvenire in modo pianificato e sostenibile». Aprire le porte senza rafforzare la rete formativa significa produrre laureati, non medici. La vera sfida è dunque crescere insieme: più posti, accompagnati da più docenti qualificati, più strutture cliniche, più risorse dedicate all'apprendimento reale come i laboratori di simulazione.

La formazione di eccellenza è un ecosistema

Formare un medico nel 2026 significa costruire un percorso in cui l’eccellenza scientifica e la didattica innovativa si stimolano quotidianamente in modo sinergico. Abbiamo infatti nello stesso ambiente i docenti UniSR che sono attivi nella Ricerca, parte di un ecosistema profondamente radicato anche nella pratica clinica del campus ospedaliero dell'IRCCS Ospedale San Raffaele e del suo network internazionale al quale chi studia ha accesso per svolgere ulteriori periodi di pratica. Sempre nello stesso luogo, troviamo le strutture dedicate alla simulazione e alle attività pratiche. È questo intreccio — aula, laboratorio, corsia, simulatore — a fare la differenza nella preparazione del medico di domani.

Il ruolo del privato come servizio pubblico

Come ha ricordato il Rettore nel suo intervento alla Camera, le università non statali «trasformano risorse private in servizio pubblico», investendo in formazione, ricerca e strutture cliniche nell'interesse del sistema Paese. La proposta normativa presentata oggi va in questa direzione: favorire un ampliamento dell'accesso a Medicina nel rispetto di un principio guida irrinunciabile — la qualità della formazione — e nel segno di una reciprocità equa tra sistema statale e non statale.

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