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UniSR nominata centro per la tubercolosi da OMS, cosa faremo insieme

23 marzo 2026
Ateneo

Dal mese di marzo 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha nominato UniSR Centro per la tubercolosi, ossia ente ospitante del Centro di Collaborazione dell’OMS per il rafforzamento dei laboratori per la diagnosi di tubercolosi e altre malattie multiresistenti

A dirigere il Centro per la tubercolosi è la Dott.ssa Daniela Cirillo, medico microbiologo ed esperta di diagnosi di malattia da micobatteri, da anni consulente per l’OMS su tubercolosi e resistenza antimicrobica, due dei problemi sanitari più importanti a livello mondiale. Co-direttore del Centro il Dr. Andrea Cabibbe, che ha più di dieci anni di esperienza nella ricerca traslazionale sulla tubercolosi e nella sua implementazione diagnostica. 

UniSR Centro OMS per la tubercolosi: cosa significa la nomina

Questa nomina rappresenta un passaggio importante nell’impegno scientifico che la nostra comunità dedica alla tubercolosi, malattia trasmessa per via aerea e causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, che colpisce principalmente l’apparato respiratorio, ma non solo. 

Spiega la Dott.ssa Cirillo:

Secondo i dati più recenti, ogni anno, circa 10 milioni di persone al mondo sviluppano la malattia e di queste circa 1 milione, purtroppo, muoiono. La malattia è diffusa soprattutto nei Paesi a basso-medio reddito, che presentano condizioni socioeconomiche complesse.

Le attività del centro in collaborazione con l’OMS

Il Centro di Collaborazione diretto dalla Dott.ssa affiancherà l’OMS nella definizione e l’implementazione di strategie mirate a: 

  • diagnosi precoce su sintomatici e asintomatici 
  • mappatura della trasmissione delle nuove infezioni 
  • sorveglianza della resistenza ai nuovi farmaci per la tubercolosi 

Tutto questo soprattutto nelle aree in cui la malattia è molto diffusa.

«Parliamo di India, Indonesia, Filippine, Cina, Pakistan, Paesi dell’est Europa e Africa Subsahariana. Noi mettiamo a disposizione il nostro personale di ricerca e le nostre tecnologie per un obiettivo condiviso: contribuire agli sforzi globali per eliminare la malattia in tutto il mondo. Inoltre, lavoriamo attivamente anche in Europa e in Italia in collaborazione con l’ECDC (European Center for Disease Prevention and Control), il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità». 

Formazione e cooperazione internazionale nella lotta alla tubercolosi

Un centro per la tubercolosi che collabora con l'OMS, oltre alla ricerca scientifica, si occupa di formare e rafforzare le competenze in diagnostica, trattamento, e prevenzione a livello internazionale. 

Da anni siamo impegnati nel fornire supporto tecnico e scientifico ai laboratori delle aree del mondo in cui la tubercolosi rappresenta ancora una grave sfida sanitaria, contribuendo all’introduzione di approcci diagnostici e di sorveglianza innovativi e adattati ai contesti locali. Mettiamo a disposizione la nostra esperienza anche per contribuire allo sviluppo e ai trial clinici per i nuovi piani terapeutici. L’Università Vita-Salute San Raffaele è partner del consorzio Unite4TB, che vede in partnership importanti istituti di ricerca, finanziati dall’Unione Europea, e le principali industrie farmaceutiche, allo scopo di disegnare e validare nuovi piani terapeutici per la tubercolosi. 

Nuove strategie di diagnosi e cura

Nello specifico, il Centro per la tubercolosi UniSR si occupa di mettere a punto le strategie diagnostiche tradizionali e molecolari per i nuovi farmaci, valutare l’insorgenza di resistenze durante il trattamento e aiutare i laboratori nel reclutamento dei pazienti. 

«Attraverso queste attività, contribuiamo alle strategie globali dell’OMS per il controllo e della tubercolosi. Tuttavia, per l’eliminazione della malattia sul lungo termine, servono interventi congiunti che impattino anche sul tessuto socioeconomico e sanitario dei Paesi coinvolti», conclude la Dott.ssa Cirillo. 

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