
Il programma ERC Proof of Concept (PoC) ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle idee finanziate dall’ERC, favorendo il passaggio dalla ricerca di frontiera all’innovazione. Lo European Research Council (ERC) ha annunciato i vincitori del primo round del bando 2026PoC: tra loro Alessandra Boletta, Group leader della Cystic Kidney Disorders Unit di IRCCS Ospedale San Raffaele, e Matteo Iannacone, Professore di Patologia Generale dell’Università Vita-Salute San Raffaele, Direttore dell’Istituto di Immunologia e Malattie Infettive e Group Leader della Dynamics of Immune Responses Unit dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Come funziona ERC Proof of Concept
L’iniziativa ERC PoC si rivolge a ricercatori e ricercatrici già titolari di un finanziamento ERC e mira ad accompagnarli in una trasformazione in chiave applicativa dei risultati scientifici in innovazioni concrete. Il finanziamento copre attività non incluse nel progetto originale, finalizzate a testare il potenziale applicativo dei risultati ERC.
I risultati di OSR e UniSR
In questo contesto si inseriscono i risultati della dottoressa Boletta e del professor Iannacone, entrambi vincitori di un ERC Advanced Grant nel 2023 e che ottengono ora un ulteriore finanziamento ERC PoC di 150.000 euro ciascuno per una durata di 18 mesi.
Nel primo round di quest’anno, ERC ha valutato 554 proposte, selezionandone 182 per un importo totale di 27.3 milioni di euro. Di questi, 37% sono dedicati a ricerche in ambito Life Sciences (scienze della vita). L’Italia si aggiudica 18 ERC Proof of Concept, di cui i 2 vinti dalla Dott.ssa Boletta e dal Prof. Iannacone.
I progetti della Dott.ssa Boletta e del Prof. Iannacone si aggiungono ai già numerosi riconoscimenti ottenuti dalle ricercatrici e dai ricercatori OSR e UniSR, portando a 39 il numero di progetti ERC finanziati dal 2007, anno in cui è stato lanciato lo European Research Council
Il ruolo delle ciglia cellulari nella Malattia Renale Policistica
La Malattia Renale Policistica (PKD) è la più comune malattia ereditaria e una delle principali cause di insufficienza renale. È caratterizzata dalla progressiva trasformazione dei tubuli renali, normalmente microscopici, in cisti piene di liquido. La crescita lenta ma continua di queste cisti compromette gradualmente la funzione dei reni.
La PKD appartiene a un gruppo di patologie chiamate ciliopatie, causate da difetti delle ciglia primarie, minuscole strutture presenti sulla superficie delle cellule che agiscono come antenne per percepire l’ambiente circostante.
Il team di ricerca della dottoressa Boletta ha scoperto un nuovo ruolo delle ciglia primarie nel controllo del metabolismo cellulare, dimostrando che le ciglia sono in grado di rilevare la glutammina, un importante nutriente, e di regolare la produzione di energia nei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule.
Con il progetto QtCilia, vincitore di un precedente ERC Advanced Grant nel 2023, il gruppo di ricerca ha identificato l’enzima asparagina sintetasi (ASNS) come un elemento chiave di questo processo e dimostrato che la sua inattivazione rallenta la progressione della malattia in modelli animali.

Alla ricerca di farmaci per le ciliopatie
Il nuovo progetto ERC PoC “Targeting Glutamine (Q) Metabolism in the Renal Ciliopathies” (QrCiliopathies), sviluppato in collaborazione con il Centre for Drug Design and Discovery CD3 (KU Leuven, Belgio), sosterrà lo sviluppo e i test di nuovi farmaci in grado di bloccare ASNS in modelli cellulari e animali di PKD. Sfruttando questa nuova vulnerabilità metabolica, il progetto potrebbe aprire la strada a terapie innovative per la PKD e altre malattie correlate alle ciglia.
Questo progetto rappresenta un passaggio importante ed emozionante per me – spiega Boletta – lavoro sulle malattie cistiche renali ormai da quasi trent’anni. Se l’ERC Advanced Grant aveva già portato un importante riconoscimento internazionale con un budget significativo per svolgere studi di ricerca di base su patologie ereditarie del rene, questo progetto ci spinge verso la cura. Ci riporta nell’alveo della nostra vocazione primaria: cioè quella di portare delle risposte ai pazienti. A ulteriore dimostrazione che la ricerca di base, quando d’eccellenza, porta frutti importanti nella medicina traslazionale.
Questo concetto si sposa bene anche con il motto del nostro Ospedale: “Non c’è cura senza ricerca”. Infatti, se non si conoscono le basi molecolari delle patologie, sarà impossibile sviluppare dei farmaci. Non ci sono scorciatoie e chi dice il contrario mente, o è destinato ad inciampare.
Immunoterapie a mRNA per il tumore al fegato
Il progetto ERC PoC “Liver mRNA-based immunotherapies” (LiveRNA) del Professor Iannacone sosterrà lo sviluppo di una nuova generazione di immunoterapie a mRNA per il trattamento del tumore al fegato. Sebbene le tecnologie a mRNA siano diventate ampiamente note grazie ai vaccini, il loro potenziale va ben oltre le malattie infettive. LiveRNA si basa su oltre quindici anni di ricerca che hanno permesso di comprendere come il fegato possa indurre stati di disfunzione immunitaria che compromettono la capacità del sistema immunitario di reagire al tumore — e hanno individuato strategie per ripristinarne l'attività.
L’obiettivo è utilizzare l’mRNA per veicolare in modo selettivo al fegato istruzioni immunologiche capaci di riattivare sia l’immunità innata sia quella adattativa, ripristinando la naturale capacità dell’organismo di riconoscere e distruggere le cellule tumorali.

Il percorso che ha portato a comprendere il meccanismo
Quest’ultimo successo rappresenta il risultato di un percorso scientifico sostenuto dall’ERC per oltre quindici anni attraverso uno Starting Grant, un Consolidator Grant, un Advanced Grant e tre Proof of Concept. Questo supporto a lungo termine ha permesso al team di ricerca del Prof. Iannacone di scoprire come le cellule immunitarie diventino disfunzionali all'interno del fegato e di individuare strategie in grado di ripristinarne l'attività. Questi studi hanno inoltre contribuito a utilizzare il fegato come modello per comprendere come le risposte immunitarie siano organizzate nei tessuti e come il microambiente locale ne influenzi il funzionamento nelle malattie croniche e nel cancro.
LiveRNA combina due approcci complementari: uno riattiva il riconoscimento immunitario innato all’interno delle cellule tumorali, mentre l'altro ripristina la funzione delle cellule T antitumorali.
Trasformare tumori resistenti all’immunoterapia in tumori trattabili
Le tecnologie descritte mirano a trasformare tumori oggi resistenti all'immunoterapia in forme che il sistema immunitario è in grado di controllare efficacemente. Oltre al cancro al fegato, questo lavoro potrebbe creare una piattaforma più ampia per sviluppare terapie a mRNA contro altri tumori e malattie croniche.
Ricevere questo ERC Proof of Concept Grant è particolarmente significativo perché rappresenta l'ultimo passo di un percorso scientifico iniziato con il mio ERC Starting Grant nel 2011” — racconta Iannacone. “Negli ultimi quindici anni, il supporto dell'ERC ci ha permesso di intraprendere ricerche ambiziose e guidate dalla curiosità per comprendere come le risposte immunitarie siano organizzate nei tessuti e come falliscano nelle malattie croniche e nel cancro. Ciò che rende questo premio particolarmente gratificante è che chiude un cerchio: scoperte originariamente emerse dalla ricerca immunologica di base vengono ora tradotte in una potenziale strategia terapeutica per i pazienti con tumore del fegato. In molti modi, LiveRNA illustra il valore unico degli investimenti a lungo termine nella ricerca di frontiera e dimostra come un sostegno continuativo alla scienza di base possa generare concetti completamente nuovi e, in ultima analisi, creare opportunità concrete per l'innovazione clinica. Questo riconoscimento appartiene anche ai numerosi studenti, borsisti post-dottorato e collaboratori che hanno contribuito a questo lavoro nel corso degli anni.
La biografia dei vincitori
Alessandra Boletta si è laureata in Biologia in Italia, in seguito ha proseguito la formazione nel Regno Unito e negli Stati Uniti, svolgendo il suo postdottorato alla Johns Hopkins University. Rientrata in Italia con una carriera Telethon (2002-2012) presso IRCCS Ospedale San Raffaele, dove ha diretto la Divisione di Genetica e Biologia Cellulare (2014-2019). Studia malattie genetiche del rene, fra cui malattie cistiche e tumori ereditari. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali.
ERC Grant precedente: ERC Advanced Grant 2023 (progetto “QtCilia”).
Matteo Iannacone, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano, la specializzazione in Medicina Interna e un dottorato di ricerca in Immunologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele, ha svolto il suo post-dottorato negli Stati Uniti presso lo Scripps Research Institute di La Jolla e la Harvard Medical School di Boston. Attualmente è Professore di Patologia per Università Vita-Salute San Raffaele e Direttore dell'Istituto di Immunologia e Malattie Infettive presso IRCCS Ospedale San Raffaele. È membro EMBO e beneficiario di numerosi Grant ERC. La sua ricerca si concentra sull'immunità tissutale, l'immunologia epatica e le immunoterapie innovative.
ERC Grant vinti: ERC Starting Grant nel 2011 (Progetto “IVM-VIRUS-nAb”), ERC Consolidator Grant nel 2016 (Progetto “FATE”), due ERC Proof of Concept nel 2020 e nel 2023 (progetto “2LIVEr” e Progetto “S-CAM”) e ERC Advanced Grant nel 2023 (progetto “EUCLIDEAN”).
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