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Food&Wine in crescita: UniSR al via con la quarta edizione del Master

19 novembre 2019
Ateneo

Mercato del Food&Wine in crescita: il tasso di occupazione sale del +4,8%

Il food and wine Made in Italy: un mercato che mantiene il suo trend positivo registrando nel 2018 il +1,8% dell’esportazioni con valore stimato di 41,8 miliardi di Euro

Il cibo che “parla” italiano è ricco di storia, racconta la nostra cultura, semplicemente resta immutato nel tempo e diventa un patrimonio da salvaguardare. È fondamentale divulgare l’agroalimentare italiano a casa nostra e nel commercio mondiale, finalmente era ora che oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla moda e pure al calcio, ci fosse molta attenzione alla nostra cultura gastronomica. È un grande biglietto da visita nel Mondo. Ovviamente sono lusingato di essere stato un precursore degli Chef in TV. 


Alessandro Borghese

Ed è proprio in un mercato in crescita come quello eno-gastronomico made in Italy si registra la necessità di nuove figure professionali, manager e comunicatori, in grado di inserirsi, operare, decidere, trasmettere e raccontare il settore enogastronomico italiano.

Figure capaci di gestire, valorizzare e comunicare le eccellenze del patrimonio enogastronomico italiano che mai come oggi,  conosce una stagione tanto vivace, destinata a crescere significativamente nei prossimi decenni.

UniSR con la Facoltà di Filosofia ha creato un percorso pensato per ridefinire e rivisitare dal punto di vista intellettuale, creativo, tecnico e specialistico, il modello enogastronomico italiano, in un contesto di crescita ed attenzione al mercato del Food and wine.

Nel mondo del cibo, la formazione è diventata quanto mai importante. Con il moltiplicarsi di programmi tv, l’intensificarsi dell’attenzione mediatica e la continua apertura di nuovi locali, non sempre il consumatore e il grande pubblico hanno chiaro che cosa si trovano davanti. E in un Paese come l’Italia, dove la cultura del cibo è così complessa, variegata e unica al mondo, è diventato fondamentale informarsi e saper informare.


Ernst Knam

Ed è in questa nuova nicchia che si inseriscono gli obiettivi del Master in Filosofia del Cibo e del Vino, diretto da Massimo Donà e da Angela Frenda, che giunge alla sua quarta edizione, con la collaborazione l’esperienza e la partecipazione di leader del settore.

I partner e  sostenitori come le aziende del gruppo ISWA (Allegrini, Fontanafredda, Planeta, Villa Sandi,  Feudi Di San Gregorio, Marchesi De’ Frescobaldi) Eataly, Molino Quaglia, Genius Faber, Ferrarelle, Illy, si offrono anche come sedi di stage e tirocini per consentire agli studenti di applicare e mettere alla prova le competenze acquisite in aula e nei laboratori pratici, di entrare in contatto con le diverse professionalità presenti nelle aziende e di mettersi alla prova in un contesto lavorativo di eccellenza italiano e internazionale.

Credo che la funzione di un Master debba essere quella di offrire stimoli, e quello in Filosofia del cibo e del vino me ne ha dati tanti e diversi. Devo riconoscere che ora la mia prospettiva sul tema alimentare è radicalmente cambiata: è più ampia, più approfondita, più consapevole, e questo grazie soprattutto al confronto con docenti appassionati e compagni curiosi. Penso che per chiunque voglia includere e riflettere sui significati del cibo nel proprio percorso accademico o professionale questo possa essere il corso giusto.

Leonardo Dal Pont studente del Master

L’impegno è quello di formare manager enogastronomici, capaci di coniugare le competenze manageriali con la profonda conoscenza del prodotto, della cultura e del territorio

In un momento in cui avevo parzialmente abbandonato gli studi di filosofia per accostarmi un po' casualmente al vino e al cibo per lavoro e per diletto, da consumatrice e da produttrice, inaspettatamente riaffioravano, confusi quanto prepotenti, pensieri legati all’estetica, all’etica, all’epistemologia e alla politica. Altrettanto inaspettatamente ho scoperto il master del San Raffaele, che già nel titolo mi sembrava perfetto per mettere insieme quei tasselli sconnessi. La qualità delle lezioni teoriche, le testimonianze dei produttori e le diverse esperienze dei partecipanti hanno spazzato via molti dei miei pregiudizi e dato un senso nuovo al mio interesse per la cultura materiale, al piacere di gustare e di conoscere quel che, in fondo, già la lingua riconduce a un’unica facoltà di giudizio.

Emanuela Conversano studente del Master

Le iscrizioni al Master in Filosofia del Cibo e del Vino sono ancora aperte!

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