Al Dott. Pennestrì il Premio Martinelli alla miglior tesi di dottorato 2017/18 ai servizi del terzo settore

25 giugno 2019

Il Dott. Federico Pennestrì, Dottore di Ricerca in Filosofia e Scienze della Mente presso UniSR, ha vinto il Premio Martinelli elargito da Fondazione Confalonieri (Milano) per la miglior tesi di dottorato 2017/2018 dedicata ai Servizi del terzo settore. Il Premio ammonta a €2500 per la miglior tesi di dottorato e la miglior tesi di laurea magistrale nell'anno corrente.

Il Dott. Pennestrì è Docente a Contratto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia UniSR, Ricercatore presso la Direzione Scientifica dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e Professore di Bioetica presso il Liceo Scientifico e Classico San Raffaele. La sua tesi di dottorato (“Universalismo della copertura ed equità di accesso ai servizi: riformare l'eccellenza sanitaria lombarda”), discussa nel Novembre 2017, è frutto della collaborazione fra UniSR e Polis Lombardia (Istituto di ricerca, formazione e statistica per il Supporto alle politiche regionali). Nella cerimonia di premiazione, tenutasi lo scorso Maggio presso la Sala Napoleonica dell'Università Statale di Milano, è stato sottolineato il contributo degli erogatori pubblici e privati convenzionati nella presa in carico del paziente anziano, fragile e cronico all'interno di un percorso personalizzato atto a tenere il paziente stesso il più possibile fuori dall'ospedale, migliorandone la qualità della vita, riducendo il rischio di complicazioni iatrogeniche e riducendo i costi del trattamento in regime per acuti.

Dichiara il Dr. Pennestrì:

Nel 2016 quasi un cittadino lombardo su tre era affetto da patologie croniche di vario genere e impatto. Tre anni prima, nel 2013, si era calcolato che il 30% dei pazienti assistiti dal Servizio Regionale è affetto da patologie croniche, e consuma il 70% del totale delle risorse sanitarie pubbliche, ammontante a circa €18 miliardi annuali. Il dato economico oggettiva in termini numerici il peso umano e sociale a carico del paziente anziano, cronico e fragile, che pur curato con ottimi esiti in contesto ospedaliero, incontra seri problemi nel proseguimento del proprio percorso al di fuori dell'ospedale, a causa di percorsi specialistici e riabilitativi frammentari, farmaci i cui effetti si sovrappongono, annullano o complicano a vicenda, difficoltà in termini di autonomia e movimento (si pensi semplicemente alla capacità di recarsi in modo frequente al punto di erogazione delle cure, o ancor più al problema che ciò comporta in termini lavorativi), scarsa integrazione con il sociale e generalmente mancanza di una regia complessiva.

Laddove non arrivano la famiglia, il medico di medicina generale e la possibilità di ricorrere al privato, il paziente rinuncia, riacutizza e torna in ospedale, con i problemi che ne derivano in termini di compromissione della qualità della vita ed esposizione a rischi iatrogeni. A dispetto di un servizio sanitario eccellente dal punto di vista del trattamento ospedaliero della patologia acuta, il futuro è migliorare sul piano dell'integrazione multidisciplinare e continuativa dei servizi territoriali. In questo, Regione Lombardia, con la legge 23/2015, ha posto le basi per un cambiamento rivoluzionario.

In questo, il San Raffaele può confermare il proprio enorme contributo al benessere della popolazione lombarda, e non solo, come erogatore privato convenzionato. Ringrazio la Prof.ssa Roberta Sala, il Prof. Massimo Reichlin e il Prof. Roberto Mordacci per avermi aiutato in questa preziosa occasione di crescita umana e professionale”.

Ti potrebbero anche interessare