
La dipendenza dalla tecnologia è una delle emergenze sanitarie meno visibili e più pervasive tra le nuove generazioni. A livello europeo, i dati dell’Osservatorio scientifico dell’educazione digitale (2026) indicano che il 77% degli adolescenti si dichiara dipendente dai propri dispositivi.
TECHnotOXIC, il nuovo progetto di arte contemporanea dell’artista Christian Fogarolli, che vede l’Università Vita-Salute San Raffaele come ente capofila, affronta il fenomeno attraverso il linguaggio delle arti visive. Selezionato dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando Italian Council (14ª edizione, 2025), il progetto approderà al Futurium di Berlino e alla Fondation Boghossian di Bruxelles.
«Se dovessi descrivere in 3 parole il progetto userei inconscio, dipendenza e controllo»
racconta l’artista Christian Fogarolli.
TECHnotOXIC rilancia una domanda che riguarda milioni di persone: cosa accade alla mente, alle relazioni, alla percezione di sé quando la tecnologia smette di essere strumento e diventa dipendenza?
Dipendenza dalla tecnologia nei giovani: i dati di un’emergenza
Un report ISS (Istituto Superiore della Sanità) del 2024 indica che 4 adolescenti su 5 utilizzano quotidianamente i social media e 1 su 10 è a rischio di sviluppare una dipendenza comportamentale.
Il riconoscimento clinico del fenomeno è già in atto. Nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il “gaming disorder” nell’ICD-11, la Classificazione Internazionale delle Malattie, come disturbo da comportamento dipendente. Un segnale che la relazione patologica con il digitale non è più solo oggetto di dibattito sociologico, ma di attenzione clinica strutturata. TECHnotOXIC si colloca in questo territorio, scegliendo l’arte contemporanea come strumento di indagine e restituzione.
«L'arte contemporanea – spiega Fogarolli – oltre ad assumere un ruolo che ha valenza individuale per chi la produce, può essere uno strumento non solo di comunicazione ma anche di riflessione. Può porre dei problemi e delle tematiche, sicuramente non può risolverle, però consente di interrogarsi su questioni individuali e collettive».
Cos’è TECHnotOXIC
TECHnotOXIC, scritto volutamente tra maiuscolo e minuscolo per evocare l’assenza di ossigeno generata dall’abuso tecnologico, nasce da una ricerca sul campo condotta da Fogarolli presso centri specializzati nel trattamento delle dipendenze digitali. Il progetto esplora fenomeni quali la dipendenza da smartphone, l’isolamento sociale, l’uso compulsivo notturno dei dispositivi, il cyberbullismo e il gioco d’azzardo online. Tutti comportamenti che mostrano come la crescente intermediazione tecnologica possa modificare percezioni, scelte e stili di vita, generando nuove forme di alienazione.
Tra le fasce più esposte, i giovani dipendenti dalla tecnologia costituiscono un focus centrale dell’indagine artistica: l’opera di Fogarolli raccoglie testimonianze dirette di pazienti, operatori e ricercatori per costruire un corpus visivo che restituisce la complessità emotiva, cognitiva e relazionale di queste esperienze.
«Le linee di artistiche di Fogarolli sono guide alla comprensione di tematiche urgenti. Il nostro obiettivo non è studiare l’arte come un oggetto del passato ma come materia viva del nostro presente, per interrogare attraverso di essa il mondo che abitiamo. Le opere sono realizzate da Fogarolli come esito e restituzione poetica della ricerca e la mostra itinerante è concepita come dispositivo autenticamente esperienziale di sensibilizzazione e consapevolezza su queste tematiche così centrali e attuali»
commenta la Prof.ssa Francesca Pola, referente accademico UniSR – ICONE.
UniSR capofila: arte, neuroscienze e approccio transdisciplinare
L’Università Vita-Salute San Raffaele è ente capofila del progetto, attraverso ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell’Immagine, realtà che opera in rete con istituzioni come il Warburg Institute di Londra e il Centre d’étude de l’écriture et de l’image dell’Université Paris-Diderot. «TECHnotOXIC è un progetto Italian Council di committenza internazionale finalizzato a promuovere e valorizzare l’arte italiana all’estero e a incrementare il patrimonio storico-artistico contemporaneo del nostro paese: si inserisce così pienamente nella visione di interazione continua e in tempo reale tra ambito scientifico-accademico, sistema artistico e mondo che cerchiamo di perseguire a UniSR, nello strettissimo legame tra ricerca, formazione e terza missione» sottolinea la Prof.ssa Pola.
Il confronto tra pratica artistica, storia e critica dell’arte contemporanea, medicina, psicologia e neuroscienze costruisce un approccio transdisciplinare che integra i saperi per comprendere e affrontare le sfide del presente.
Italian Council 2025: un riconoscimento che guarda all’estero
Il progetto TECHnotOXIC è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (14ª edizione), volto alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.
La dimensione della competizione offre una misura del riconoscimento ottenuto: su 337 candidature pervenute, sono stati selezionati 55 progetti complessivi, di cui soltanto 13 nell’Ambito 1 (Committenza internazionale di opere d’arte) quello in cui rientra TECHnotOXIC.
Il programma, attivo dal 2017 sostiene la produzione, la conoscenza e la diffusione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive a livello internazionale.
Le tappe internazionali e la collezione permanente
Il progetto sarà al centro di due mostre personali internazionali. La prima al Futurium – The House of Futures di Berlino (settembre–dicembre 2026), spazio dedicato al rapporto tra scienza, tecnologia e futuro nel quartiere governativo della capitale tedesca. La seconda alla Fondation Boghossian di Bruxelles (aprile-luglio 2027, date in corso di conferma). A queste si affiancheranno screening, talk e presentazioni presso UniSR, MUSEION di Bolzano e altri enti.
Le opere, infine, entreranno a far parte della collezione permanente di MUSEION, Museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, sancendo un lascito duraturo per il patrimonio artistico italiano.
Chi è Christian Fogarolli?
Artista multidisciplinare originario di Trento (1983), Fogarolli si è formato in archeologia e storia dell’arte, con una specializzazione in diagnostica e restauro delle opere d’arte. La sua ricerca si sviluppa all’intersezione tra arti visive e scienze: attraverso installazioni, fotografia, scultura e video, le sue opere stimolano una riflessione critica sul rapporto tra mente, corpo e tecnologia, indagando come i comportamenti (leciti o meno) si costruiscano all’interno di sistemi di norma e potere.
Con TECHnotOXIC, la dipendenza dalla tecnologia esce dal perimetro della statistica e diventa materia di indagine artistica, affidata a un linguaggio capace di restituire ciò che i numeri registrano ma non raccontano: l’esperienza soggettiva di chi vive queste forme di alienazione.
Il progetto è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (14° edizione, 2025), volto alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.

TECHnotOXIC è un progetto promosso e realizzato da ICONE – Centro Europeo di Ricerca di Storia e Teoria dell’Immagine, fulcro ideativo e identitario del corso di laurea magistrale in Teoria e Storia delle Arti e dell’Immagine (Facoltà di Filosofia).
Il corso forma figure capaci di operare all’intersezione tra pratiche artistiche, storia e critica dell’arte, ricerca e curatela internazionale.
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