di Massimo Donà*
Gli ultimi anni della sua vita di studioso li ha passati insegnando al San Raffaele. Diceva sempre che erano stati i migliori della sua vita. Anche lui ha contribuito a fare dell’Università Vita-Salute San Raffaele una delle punte di diamante della ricerca in Europa. Le aule in cui faceva lezione erano sempre stracolme di studenti. Anche in questo ultimo periodo di docenza, dunque, Vincenzo Vitiello ha lasciato un segno indelebile; molti sono stati infatti gli studenti dell’Università milanese forgiati dalle sue indimenticabili lezioni su Paolo, Platone, Vico, Hegel, Kant, Kelsen, Heidegger e molti altri.
Ma è stata anche una delle figure più rilevanti del pensiero italiano contemporaneo; con Emanuele Severino (che ha anche lui concluso la propria attività di insegnamento nelle aule dell’Università Vita-Salute San Raffaele) ha dialogato oltre ogni formalismo accademico per una vita intera. Ma più in generale ha animato con grande raffinatezza e generosità il dibattito filosofico contemporaneo lasciandoci in eredità una mole non indifferente di volumi, tutti caratterizzati, nello stesso tempo, da un raro rigore teoretico e da una non comune capacità di muoversi tra le pagine dei grandi testi del canone occidentale. Vitiello ha saputo pensare “in grande”; e soprattutto ha saputo insufflare in un pensiero sempre rigoroso una densità e una ricchezza esistenziali tutt’altro che scontate. Rendendo ogni sua opera un vero e proprio distillato di ‘eroico furore’ con cui anche le future generazioni di studiosi dovranno senz’altro continuare a fare i conti.
Massimo Donà
* Professore ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano