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Dalla cura al prendersi cura: il progetto HHH

07 settembre 2021
Attività di ricerca

Lo scorso Mercoledì 1 Settembre il Presidente Draghi ha ricevuto a Palazzo Chigi una delegazione della Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, istituita dallo stesso Ministero della Salute e rappresentata da Monsignor Vincenzo Paglia (https://www.governo.it/it/articolo/il-presidente-del-consiglio-draghi-incontra-mons-paglia-presentata-la-carta-i-diritti-degli). Nel corso dell’incontro, a cui era presente anche il Ministro Speranza, è stata presentata la “Carta dei Diritti degli Anziani e dei Doveri della Società”.

La Carta dei Diritti degli Anziani

Fra i principali contenuti anticipati da alcune testate giornalistiche (https://www.lastampa.it/politica/2021/09/01/news/presentata-la-carta-dei-diritti-degli-anziani-draghi-una-iniziativa-di-rilevanza-etica-e-sociale-1.40656312; https://www.repubblica.it/cronaca/2021/09/01/news/premier_draghi_monsignor_paglia_anziani-316131761/), emergono la necessità di rovesciare “il paradigma che vuole gli anziani emarginati dal flusso vitale della società”; rimettere “gli anziani al centro, nelle loro case, nei quartieri, nelle periferie delle grandi città” e “nelle aree interne a rischio di isolamento”, incentivando il “co-housing e un nuovo ruolo delle RSA” “nell’assicurare servizi lungo tutto lo spettro del continuum assistenziale”; promuovere “una vita attiva di relazione” “pur in presenza di limitazioni psicofisiche”, evitando “ogni forma di isolamento e reclusione”; “i doveri che gravano su quanti entrano in relazione con loro”; e “i doveri dei medici, degli operatori sanitari e delle istituzioni relativamente ai percorsi di cura e alle modalità di erogazione dell’assistenza sanitaria”.

I diritti di medici e operatori sanitari

Affrontando queste tematiche, la Carta sottolinea l’attualità della ricerca UniSR sui fattori ambientali e relazionali che incidono sull’assistenza alla persona anziana, riconoscendo non solo i diritti della persona anziana, non solo i doveri di medici e caregiver, ma anche le esigenze degli stessi medici e operatori assistenziali che vivono quotidianamente accanto alla persona anziana, in quanto “prendersi cura dei pazienti implica prendersi cura degli operatori” (Bodenheimer, 2014), specialmente quando il paziente è psicofisicamente complesso, socialmente vulnerabile, ed economicamente fragile.

Dalla cura al prendersi cura. L’assistenza alla persona anziana nel secolo della medicina basata sulle evidenze

Da qui l’intervento del gruppo di ricerca HHH davanti ai cittadini, ai pazienti, ai sanitari, agli amministrativi, agli educatori, agli anziani e ai figli di anziani di domani, rappresentati dal gruppo di studenti del Liceo San Raffaele che prendono parte al ciclo di incontri “Liceali all’università: didattica e formazione per l’eccellenza”. L’intervento, intitolato “Dalla cura al prendersi cura. L’assistenza alla persona anziana nel secolo della medicina basata sulle evidenze”, è stato parte integrante della fase divulgativa del progetto finanziato da Fondazione Cariplo, ed è stato tenuto dal Prof. Duilio Manara, davanti a una squadra di studenti curiosi e motivati preparati dal Dr. Federico Pennestrì, ricercatore impiegato sul progetto e docente di bioetica presso lo stesso Liceo.

Secondo il Prof. Mordacci, Principal Investigator del progetto e Preside della Facoltà di Filosofia:

“La consapevolezza della complessità delle cure mediche oggi va acquisita a tutti i livelli della società: le generazioni e le professioni devono unire i propri sforzi e la capacità di assumere le diverse responsabilità che la cura dei pazienti fragili comporta. Si deve passare dall'idea di una medicina "mirabolante" a quella di una medicina "resiliente", capace di non abbandonare mai coloro che hanno bisogno di assistenza e cura”.

Il progetto HHH

Il progetto “Home, hospitals, humans: the impact of space and time in long term care delivery and aging”, vincitore del bando Cariplo “Ricerca sociale sull'invecchiamento: persone, luoghi, relazioni” 2018, è nato dalla collaborazione strutturata e interdisciplinare fra la Facoltà di Medicina e Chirurgia e la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Lo scopo principale è indagare l’impatto di luoghi, tempi e relazioni sul benessere degli operatori sociosanitari, nella misura in cui questo ricade a sua volta sul benessere della persona ricoverata in ospedale o assistita sul territorio. Coordinatore del progetto è il Prof. Roberto Mordacci, Preside della Facoltà di Filosofia e Ordinario di Filosofia Morale UniSR. Collaboratore del progetto è il Dott. Federico Pennestrì, Dottore di Ricerca in Filosofia e Scienze della Mente e docente di “Riabilitazione nel mondo” (Corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie), "Sociologia delle organizzazioni sanitarie" (Master in Management per il Coordinamento delle Professioni Sanitarie) e “Bioetica” (Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia (Italiano); IMD Program; Corso di Laurea in Infermieristica (sede di Bergamo)).

Per approfondire il tema sono a disposizione alcune slide relative al progetto HHH finanziato da Fondazione Cariplo presentate lo scorso febbraio in occasione dell’evento "Dalla cura al prendersi cura. L'assistenza alla persona anziana nel secolo della medicina basata sulle evidenze", tenutosi presso il Liceo San Raffaele:

Dalla cura al prendersi cura. L'assistenza alla persona anziana nel secolo della medicina
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